Gioco
«Tappezzeremo la sede con le foto di David È sempre stato un amico di Galciana»
Il ricordo della zia Maria Cristina Ghelardi, del sindaco Matteo Biffoni e dei galcianesi doc Donatello Rosati e Gino Melani
Maria Lardara
prato. Lo vedevi arrivare alla casa del popolo di Galciana e prendere un caffè come se fosse un galcianese “doc”. Perché lui, in fondo, lo era. Anche se era finito sullo scranno più alto, David Sassoli non perdeva mai di vista le sue radici pratesi che trovavano l’humus più fertile al circolo “Renzo Degl’Innocenti” di via Costa. Spuntano tanti “Ghelardi” – il cognome della mamma di David Sassoli – in quella zona: del resto via Matteo degli Organi, la strada dove viveva la madre Rosanna, dista nemmeno 200 metri dal circolo. «L’ultima volta lo abbiamo visto per la cena delle elezioni europee, nel 2019 – ricorda il presidente Donatello Rosati – Qui Sassoli prese una valanga di voti. Aveva Galciana nel cuore. Era stato da noi cinque volte. La prima, nel 2009, quando si candidò per la prima volta al Parlamento europeo». Alla casa del popolo sono al lavoro per commemorare Sassoli. «Farò stampare delle gigantografie per riprodurre le foto più significative delle sue visite – sottolinea Rosati – fra cui lo scatto con i volontari della cucina che andava sempre a salutare: appena possibile, le esporremo nel salone». A 84 anni Rosati ha visto passare tanti politici e uomini delle istituzioni. «Ma David non ti faceva mai pesare dove era arrivato. Era sorridente, disponibile, pacato. Il suo europeismo era autentico». Lo aspettavano a primavera di quest’anno. Tramite il Pd, si sapeva che Sassoli si sarebbe fermato di nuovo alla casa del popolo. «Mi aveva promesso che sarebbe tornato per un’altra cena. Da quando è diventato presidente del Parlamento europeo giustamente aveva più impegni». A Galciana Sassoli si fermava spesso dall’amico Gino Melani, il tessitore. Correva il 2009, l’annus horribilis del distretto. In quel periodo molte lavorazioni contoterziste sparirono. L’allora candidato alle Europee fece visita all’azienda. «David era un amico del tessile – ricorda Melani – s’interessava dei problemi delle imprese artigiane». Da Galciana a piazza Mercatale, alla trattoria Lapo dove spesso si fermava a mangiare con la zia Cristina e i cugini. Maria Cristina Ghelardi, sorella della madre Rosanna scomparsa nel 2011, non era solo la zia di 82 anni: era la madrina di battesimo. «Mi chiamava affettuosamente la “zia bambina” perché fra noi c’era solo una differenza di 18 anni», racconta la zia Cristina dal banco del negozio di articoli sanitari di via Ferrucci. Il suo “Davidino” come lo chiamava lei, non c’è più. «Era il figlio che ogni genitore avrebbe sempre voluto: il nostro orgoglio». Niente foto di famiglie esibite, per riservatezza. Tante le manifestazioni di cordoglio che si sono susseguite in città, in primis quella del sindaco Matteo Biffoni. «Ci lascia improvvisamente e troppo presto un uomo di valore, che è sempre rimasto legato alla nostra città».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
