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uccisa dal covid 

Seicento persone dicono addio alla prof «Sei e sarai sempre una del Brunelleschi»

Pasquale Petrella
Seicento persone dicono addio alla prof «Sei e sarai sempre una del Brunelleschi»

I funerali di Mila Montagni, 55 anni, si sono svolti ieri nella chiesa del Sacro Cuore a Montemurlo dove viveva e insegnava

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Pasquale Petrella

montemurlo. Chiesa e piazzale antistante gremiti. Almeno seicento persone hanno voluto dare l'addio a Mila Montagni, la professoressa di 55 anni uccisa dal covid. Colleghi, tanti alunni e alunne di ieri e di oggi, amici, famigliari, conoscenti.

«Mila Montagni è e sarà sempre una professoressa del liceo Brunelleschi» ha detto dal pulpito la preside dell'istituto Maria Grazia Ciambellotti, «nei prossimi giorni ci ritroveremo a scuola e studieremo il modo per ricordarti» ha concluso, con l'applauso sentito di tutti i presenti. Un ricordo che ha proseguito l’omelia di don Gianni che ha parlato di «mistero sulla volontà del Signore di chiamare a sè Mila» e di non pensare a lei per il passato ma per «cosa potrà continuare a vivere di lei in ognuno di noi».

E’ una bella giornata di sole, quasi primaverile, che invita al risveglio e all’allegria a Montemurlo. E invece va in scena la morte, col carro funebre che raggiunge piazza monsignor Paolo Contardi con qualche minuto di anticipo sulla funzione funebre. Una manciata di minuti che tradisce chi, fin dall’altro ieri, è rimasto col groppo in gola apprendendo la tragica notizia ed ha deciso di andare a darle l’ultimo saluto. La chiesa non è gremita e pochi gruppi di persone sono in piazza monsignor Contardi. Ma, man mano che don Gianni porta avanti la funzione funebre, una fila costante di persone riempie la chiesa del Sacro Cuore. In molti restano appoggiati alla parete in fondo. Ma la “grandezza” di Mila Montagni la si scopre a fine funzione religiosa quando il feretro esce dalla chiesa e viene accolta in un abbraccio caloroso da centinaia di persone che non trovando posto fra i banchi hanno riempito la piazza e in piedi hanno seguito con lo sguardo triste gli ultimi metri del suo cammino terreno.

Mila Montagni non era vaccinata e nello scorso novembre aveva accusato i primi sintomi del maledetto virus. Il ricovero in ospedale e la richiesta tardiva di ricevere il vaccino. Poi il peggioramento continuo fino alla morte.

«Carissima Mila, carissima amica mia da quarant’anni – scrive sul suo profilo Facebook il critico cinematografico Federico Berti – E’ ’un dolore straziante, insopportabile sapere che questo maledetto virus ti ha portato via a soli 55 anni. Sei stata una delle persone più “belle”della mia vita, arricchendola ogni volta con la tua ironia, la tua sensibilità, la tua cultura, il tuo senso dell’umorismo. La tua assenza saràdavvero un dolore lancinante. Cara Mila, eri e sarai sempre un “essere speciale”. E io avrò cura di te nei miei ricordi più belli che conserverò per sempre».

Insegnava lettere al liceo artistico Brunelleschi ma in passato si era anche cimentata col ruolo di cronista scrivendo per la rivista La Spola e come corrispondente da Montemurlo per La Nazione. E molti colleghi giornalisti erano a loro volta lì, in piedi, a mandarle un ultimo saluto. Un abbraccio, come quelli dei suoi studenti che in lacrime, hanno trovato conforto l’un con l’altro abbracciandosi in due, in tre. Metabolizzare il dolore per una scomparsa non è mai facile. E dimenticare Mila Montagni sarà impossibile. Da domani nell’istituto montemurlese dove insegnava ci sarà sicuramente molto da fare per mettere in ordine le mille idee e progetti che arriveranno perché la professoressa Mila Montagni resti per sempre patrimonio di quella scuola.

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