Italia
Omicidio di Comeana, nuovo interrogatorio
Il magistrato ha secretato le dichiarazioni di Costa e Marrucci. Manca ancora il movente per l’uccisione di Gianni Avvisato
prato. Andrea Costa, l’imbianchino fiorentino di 42 anni arrestato lo scorso 25 novembre con l’accusa di omicidio volontario in concorso con Stefano Marrucci (che sarà arrestato il 6 dicembre) per la morte di Gianni Avvisato, ucciso con un colpo di pistola nel pomeriggio del 24 novembre davanti alla sua casa di via Boccaccio a Comeana, è stato nuovamente interrogato ieri dal sostituto procuratore Massimo Petrocchi, titolare delle indagini affidate ai carabinieri, che però ha secretato il contenuto dell’interrogatorio. Secretate anche le dichiarazioni rese da Stefano Marrucci, che è sospettato di aver esploso il colpo di pistola poi risultato fatale ad Avvisato.
L’interrogatorio di Costa era stato sollecitato la scorsa settimana dai suoi avvocati difensori Mattia Alfano e Massimo Nistri, dopo che il Tribunale del riesame di Firene aveva respinto il loro ricorso per l’attenuazione delle misure di custodia preventiva.
Nel primo interrogatorio reso davanti al magistrato al Comando provinciale dei carabinieri subito dopo l’arresto, Costa avrebbe infatti ammesso solo quello che non poteva negare. E cioè di aver accompagnato Marrucci a Comeana con la propria Alfa 147 rossa, l’auto descritta da alcuni testimoni come quella usata per la fuga e immortalata dalle telecamere di sorveglianza di Carmignano. Certe affermazioni fatte da Costa nel primo interrogatorio però non hanno trovato riscontro negli elementi raccolti dai carabinieri e anche per questo il Riesame lo ha lasciato in carcere, dove ieri è stato interrogato.
A questa vicenda, già in gran parte chiarita, manca un tassello fondamentale, e cioè il movente che ha spinto Marrucci a esplodere quel colpo di pistola (forse nemmeno per uccidere). Tutto lascia pensare a un debito, ma riguardo a cosa, ancora non è dato di sapere.
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