Il Tirreno

Prato

Fallimento gruppo banchi 

Cancellati i reati più gravi La Corte di Cassazione dà un punto alla difesa

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PRATO. La Corte di Cassazione dà un duro colpo all’impianto accusatorio della procura di Pistoia che fra il 2017 ed il 2019 ha indagato una decina di persone e effettuato sequestri preventivi per oltre due milioni di euro nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento del Gruppo Banchi, facente riferimento all’imprenditore di Montemurlo, Massimo Banchi con aziende anche nel vicino comune di Montale dove c’era la sede principale. I reati, cumulati sotto l’associazione a delinquere andavano dal riciclaggio all’autoriciclaggio e vari altri reati fiscali. Con una sentenza prebattimentale i reati di riciclaggio e autoriciclaggio sono stati eliminati e il giudice Buzzegoli che ha fissato la data per la prima udienza nel prossimo mese di aprile ha anche già chiesto alle parti di sfoltire fortemente il numero delle testimonianze che per ora si aggira su una quarantina di nomi, visto che ciò che verrà contestato all’imprenditore montemurlese e alcuni degli altri indagati, non sono più quei reati originariamente ipotizzati dall’accusa.

Tutto è cominciato con una prima sentenza della Corte di Cassazione che nell’accogliere l’istanza contro il mancato dissequestro da parte del Tribunale di Pistoia, istanza presentata dagli avvocati degli indagati, ovvero gli avvocati Luca Brachi, Gaetano Berni, Niccolò Lombardi Sernesi e Cristina Meoni, aveva rilevato un errore nei principi che avevano portato al sequestro. Il Tribunale del riesame aveva così disposto il dissequestro di quasi il settanta per cento di quanto bloccato in precedenza. Contro questo provvedimento si è opposto la Procura, ma ancora una volta è intervenuta la Corte di Cassazione che ha bocciato il ricorso dell’accusa. Una decisione che, secondo gli avvocati difensori, di fatto pone sotto una nuova luce l’intera vicenda. «Probabilmente tutta questa storia va inserita in un contesto in cui un imprenditore, vista la grave crisi economica, non riesce a pagare le tasse – dicono dalla difesa – Non certo in un contesto di malavita con una organizzazione messa in piedi per il riciclaggio e l’autoriciclaggio con sparizione di beni e capitali».

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di Redazione web