Il Tirreno

Prato

il green non sfonda 

La raccolta fondi per piantare alberi per ora è un flop Poche donazioni

Maria Lardara
La raccolta fondi per piantare alberi per ora è un flop Poche donazioni

“Prato Forest City” fa poco più di mille euro in venti giorni L’assessore Barberis: «Coinvolgeremo alcuni testimonial»

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Maria Lardara

prato. Finora i più generosi si sono fatti avanti per far respirare meglio gli abitanti di Grignano. Per donare 15 alberi nell’area di via Salvati, quattro pratesi si sono frugati in tasca regalando 530 euro. Ma si può fare di più. Oppure di meno. Come a Maliseti, dove si contano finora solo due donatori. A 20 giorni dal lancio della piattaforma di crowdfunding “Prato Forest City”, le cinque campagne di forestazione lanciate in quattro quartieri e una scuola della città (Grignano, Santa Lucia, Maliseti, Mezzana e l’istituto Datini) hanno trovato un timido supporto in 22 donatori che hanno dato un contributo green pari a 1.035 euro. Se per far germogliare il cuore verde dei pratesi ci vorrà ancora un po’ di tempo, per finanziare dal basso tutti e cinque interventi di forestazione urbana, bisognerebbe raccogliere 34.500 euro. Che affidarsi a una piattaforma di crowfunding per ricoprire di verde alcuni pezzi di quartiere sia una scommessa lo sa anche il Comune. C’è da dire che in termini di comunicazione il Natale doveva fare da traino al progetto “Prato Forest City”, complice la possibilità di fare un regalo green.

In realtà, il grosso dello sforzo di comunicazione deve ancora venire. «La piattaforma rappresenta una sperimentazione – osserva l’assessore all’ambiente Valerio Barberis – La seconda fase di “Prato Forest City” prevede un coinvolgimento degli attori locali per far sì che gli interventi si radichino ancora di più nei quartieri. Fra le varie idee, videointerviste a testimonial come il parroco oppure il presidente della Pro Loco». E se con la raccolta fondi non si dovesse raggiungere l’obiettivo di ogni singolo progetto? «Valuteremo strada facendo con quali modalità riforestare gli spazi – prosegue Barberis – L’obiettivo di “Prato Forest City” è costruire un processo, sensibilizzare una cultura. Il calo di attenzione è normale dopo la fase di lancio».

Alzi la mano chi vorrebbe a Maliseti una nuova porzione di giardino in via Caduti senza croce, per abbattere le polveri sottili provenienti dal traffico di via Federigo Melis! Le mani alzate fino a questo momento sono solo due con un importo raccolto di 25 euro (si può donare da un minimo di 5 a un massimo di 250 euro) a fronte di un progetto che vale cinquemila euro. Più coscienza green ce l’hanno i quattro che hanno donato 530 euro per il parco Alda Merini a Grignano mentre la forestazione di via Bensa a Santa Lucia ha attirato finora cinque donatori (la somma raccolta è di 160 euro) a fronte di una spesa di 14mila euro per la messa a dimora di 85 nuovi alberi. Spostandosi a Mezzana, per una nuova porzione di verde in via Picasso la donazione dei privati ammonta a 205 euro mentre per il campo sperimentale del Datini in quattro si sono fatti avanti donando 115 euro.

La vocazione “green” ce l’ha fin dai tempi degli studi teologici. E ce l’ha anche la comunità delle Badie, oltre quattromila fedeli che fanno capo alla parrocchia San Pio X. In fondo, il messaggio ecologico fa parte dell’enciclica “Laudato Si’” di Papa Francesco e a metterlo in pratica è padre Petre Tamas. Uno molto interessato ai progetti di forestazione urbana del Comune. «Tramite la piattaforma Treedom avevamo donato in passato 250 euro per 70 alberi in Tanzania – racconta il parroco – Ora contiamo di raccogliere il doppio della cifra per contribuire al verde nella nostra città. È importante prendersi cura dell’ambiente in cui viviamo». Fra le cinque campagne la zona delle Badie non è contemplata. Poco importa per don Tamas: «Respiriamo tutti la stessa aria».

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