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il dramma 

Dodicenne perde conoscenza prima della lezione in palestra

Maria Lardara
Dodicenne perde conoscenza prima della lezione in palestra

La ragazzina è stata rianimata dagli insegnanti e dai volontari alla Malaparte poi il trasferimento in elicottero a Firenze. Una psicologa consola i compagni

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prato. «Mi fa tanto male la testa». Un dolore forte, di quelli lancinanti. Una frase detta di sfuggita alla compagna di classe, poi il ripiegarsi su un lato fino a svenire. Alle medie Malaparte doveva iniziare la lezione di educazione fisica, alle 9. Ma per questa ragazzina di 12 anni, studentessa di terza, ieri l’ora di ginnastica in palestra non è mai iniziata: le sue condizioni sono apparse subito serie tanto da richiedere l’intervento dell’elisoccorso Pegaso atterrato sul tetto della Camera di commercio per il trasporto d’urgenza fino al Meyer.

La bambina, di origine cinese, era ferma al suo posto, in palestra: in tempo di Covid, anche le lezioni di educazione motoria diventano soggette alle regole di distanziamento.

Il primo a soccorrere la ragazzina è stato l’insegnante di educazione fisica: l’istinto è stato subito quello di alzarle le gambe ma poi si è capito subito che la situazione era grave. In quel momento in palestra c’erano due classi e così, mentre un docente praticava il massaggio cardiaco, il collega era al telefono con il 118. Che ha inviato alla scuola di via Baldanzi le ambulanze di Croce d’Oro e Pubblica Assistenza: sul posto i soccorritori sono riusciti a stabilizzare l’alunna che poi è stata trasferita al Meyer dove ha subito un delicato intervento chirurgico. Potrebbe essersi trattato di un aneurisma cerebrale.

In 15 anni che dirige il comprensivo Malaparte, la preside Paola Toccafondi racconta di non aver mai visto una scena del genere: «Scioccante entrare in palestra e vedere l’alunna stesa per terra. Ci sono stati infortuni nel corso degli anni ma mai un episodio così grave. Abbiamo attivato subito l’intervento della psicologa per le due classi presenti in palestra al momento del malore». È stata dura per i compagni vedere la compagna accasciarsi a terra ed è per questo che sono stati rimandati in classe mentre andavano avanti le manovre di rianimazione. Quando la preside è stata avvertita, si trovava alle Collodi per una lezione aperta di musica per poi precipitarsi subito al plesso di via Baldanzi. La parte più delicata è stata avvertire la famiglia. Il primo ad arrivare a scuola è stato il padre, poi la madre. Nessuno dei genitori parla l’italiano. «Ci siamo aiutati con il traduttore di Google ma poi, grazie alla telefonata a un amico della famiglia che parlava l’italiano, si è capito che la bambina non aveva problemi di salute. Ci è stato riferito che si sentisse bene anche nei giorni precedenti». Barriere linguistiche che si potrebbero superare con una presenza più stabile di mediatori, non solo al Malaparte ma anche in altri istituti.



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