Sicurezza
Prato, il "bosco verticale" non piace ai residenti delle case popolari
Il Comune stanzia 10.000 euro e ingaggia una società esterna per convincere gli abitanti di via Turchia. Ironia e critiche dall’opposizione: "Spreco di soldi pubblici, basta con i rendering..."
PRATO. Le belle idee di architetti e urbanisti ogni tanto si scontrano con la realtà dei gusti delle persone che teoricamente dovrebbero beneficiare delle belle idee. E che non necessariamente sono d’accordo con le belle idee. Sta accadendo questo alle case popolari di via Turchia, dove i residenti non sembrano gradire il progetto di Urban Jungle, il “bosco verticale” immaginato dall’assessore Valerio Barberis coi finanziamenti dell’Europa. In pratica i residenti diffidano dei cavi in acciaio che verranno installati sulle facciate e dovranno sostenere le piante rampicanti. E così il Comune ha deciso di spendere oltre 10.000 euro (10.370 per la precisione) per affidare a una società esterna, il Laboratorio Forma Mentis del Pin, il compito di convincere chi abita nelle case popolari che si tratta di una bella idea, che oltretutto li farà stare più freschi d’estate. Il Laboratorio Forma Mentis organizzerà incontri coi residenti e proverà a spiegare i vantaggi dell’intervento. Sull’esito di quest’opera di convincimento nessuno per ora può fare previsioni, ma intanto le opposizioni in consiglio non perdono l’occasione per ironizzare e polemizzare.
"Ennesimo affidamento da 10.370 euro da parte del Comune per un incarico di un progetto di mediazione, per convincere gli inquilini degli alloggi popolari della bontà del progetto Urban Jungle – scrive la consigliera Silvia La Vita (M5S) – Lo diciamo con convinzione: basta spreco di soldi pubblici, sopratutto in questa fase storica di enormi difficoltà economiche che coinvolgono tutti. Basta tavoli, tavoletti, studi, rendering. Se il Comune è convinto dell'utilità del Progetto Urban Jungle, perché devono essere spesi 10.000 euro per convincere gli inquilini di alloggi di proprietà del Comune, affidandosi per giunta ad un mediatore esterno? Piuttosto questi come altri soldi siano spesi per la problematica del diritto alla casa. Ricordiamo che a fine anno avranno luogo circa 250 sfratti esecutivi bloccati dall'emergenza Covid, e che quindi presumibilmente da gennaio purtroppo ci saranno tante famiglie in difficoltà che avranno necessità di un alloggio e di un aiuto da parte del Comune».
Critico anche il capogruppo della Lega in consiglio comunale, Daniele Spada, che ha depositato una question time nella quale chiede di "conoscere se quanto riportato corrisponda al vero e quali siano le intenzioni dell’amministrazione comunale nel caso in cui la mediazione dei conflitti con i residenti non abbia l’esito sperato".
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