La manifestazione
Un ispettore della Municipale a processo per violenza sessuale
Una vigilessa lo accusa di averla palpeggiata e molestata in due occasioni Una seconda, pur avendo subito un episodio di molestia, non ha sporto denuncia
Pasquale Petrella
prato. L’ispettore della Polizia municipale da poco in pensione, Stefano Rafanelli, è sotto processo con la pesante accusa di violenza sessuale nei confronti di due colleghe. I fatti si riferiscono a due episodi accaduti nell’estate 2017 e nell’estate di due anni dopo, ovvero nel 2019. Ieri mattina, davanti al Tribunale di Prato presieduto da Francesco Gratteri si è vissuta un’altra tappa di questo procedimento.
Fra i testimoni anche l'attuale comandante della Polizia municipale di Pistoia, Ernesta Tomassetti, che è stata poi colei che, quando era in servizio al comando di Prato e in qualità di responsabile del codice rosa, ha fatto partire l'indagine prima raccogliendo la denuncia di una delle vittime delle molestie, quella che si è poi costituita parte civile tramite l’avvocato Katia Bonari, e poi trasmettendo la comunicazione ai superiori che, la inoltrarono in Procura facendo partire l'indagine con la raccolta delle testimonianze e mettendo sotto controllo l'utenza telefonica dell'ispettore.
La comandante della polizia municipale di Pistoia, Tomassetti, durante la sua testimonianza ha raccontato che avendo saputo che durante una cena fra colleghe, la presunta vittima aveva lamentato le molestie subite, l’aveva invitata a raccontare a lei e a un altro ufficiale in un luogo protetto, se quelle confidenze fatte alle colleghe erano veritiere. E in quella circostanza la donna riuscì a liberarsi di tutte le angosce che aveva e a sporgere denuncia formale. Una indagine in gran segreto che è poi emersa solo quando la procura ha ritenuto di avere le prove per poter chiedere il rinvio a giudizio dell’ispettore.
La seconda presunta vittima in realtà non ha voluto sporgere denuncia (anche se è poi partita d'ufficio) e avrebbe dichiarato alle colleghe, sempre durante la cena, di aver ricevuto un bacio con la lingua sul collo ma di aver prontamente reagito e aver messo in chiaro le cose per il futuro col superiore. Episodio rimasto isolato e per questo la vigilessa avrebbe preferito chiudere lì la vicenda.
Due i casi invece denunciati dalla presunta vittima che si è costituita parte civile: il primo nel 2017 con un palpeggiamento al seno avvenuto nella stanzina degli armadietti dei motociclisti nell'autoparco nel piano seminterrato del comando. Secondo la donna, l’ispettore avrebbe richiamata in sede, senza alcun motivo valido, la pattuglia che era in servizio esterno ed era composta da lei e un collega maschio. Arrivati al primo piano l’ispettore avrebbe invitato la sola vigilessa ad andare a prendere un caffè con lui. Ma con l’ascensore l’avrebbe portata fin nel seminterrato, dove c’è l’autoparco. Qui, prendendola per un braccio l’avrebbe portata nello spogliatoio e le avrebbe toccato il seno. Non sarebbe riuscito ad andare oltre perché il collega della donna, insospettito, aveva chiesto a una collega di andare a vedere cosa stesse succedendo.
Il secondo episodio sarebbe accaduto nella centrale operativa durante un momento in cui il collega di turno con lei si era assentato per andare in bagno lasciandola sola con l'ispettore. In quel caso l’ispettore le avrebbe preso il colletto del camice e le avrebbe chiesto di veder cosa c’era sotto.
Durante l'udienza di ieri mattina l’ispettore Stefano Rafanelli, difeso dall’avvocato Antonino Denaro, si è a sua volta presentato sul banco per essere interrogato ed ha negato tutte le accuse, dando spiegazioni diverse per gli incontri con la vigilessa. Ad esempio l’incontro nell’autoparco sarebbe avvenuto per farle un rimprovero verbale circa un atteggiamento poco corretto tenuto durante un intervento nel campo nomadi.
Il presidente del Tribunale, nell'aggiornare l'udienza al prossimo 13 giugno ha revocato l'invito a comparire di otto testimoni, 4 del pubblico ministero e 4 della parte civile, riservandosi di ascoltare invece in quella data solo altri tre testimoni chiamati dalla difesa.
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