Sicurezza
Presepe della rinascita per ringraziare gli operatori sanitari
È stato realizzato dai ragazzi del Centro diurno della Cui con i camici monouso e le mascherine usate in questi mesi
Fabrizia Prota
prato. Stavolta camici e mascherine non serviranno a curare i malati di Covid o a proteggere dal virus, ma a far sorridere il cuore di chi passerà dall’ospedale di Prato durante le feste natalizie. Nell’atrio del Santo Stefano è arrivato il presepe della “rinascita”: una natività realizzata dai ragazzi del centro diurno per disabili della Cui – la Cooperativa Unitaria Invalidi – recuperando i camici monouso usati in questi mesi. Ne sono serviti 800, opportunamente trattati, insieme ad otto chili di colori a tempera e dieci litri di colla vinilica, più quattro guanti le mani dei personaggi, per dare forma a San Giuseppe e Maria col bambinello, a grandezza naturale. «Con questo presepe vogliamo ringraziare tutti gli operatori sanitari e sociosanitari che in questi mesi hanno fatto da argine al contagio – ha spiegato Ambra Giorgi, presidente della Cui – Lo abbiamo chiamato presepe “della rinascita” perché ci auguriamo che in questo momento nella nostra città si rinsaldi ancora di più il circuito della solidarietà. Dimostra come le disabilità rappresentino davvero delle diverse abilità». Per realizzare il presepe ci sono voluti l’impegno di 16 ragazzi del centro diurno e dei loro educatori, tra cui l’ideatrice Alessandra Gallozzi, che hanno lavorato per un anno al progetto. Ai piedi delle statue oltre ai camici compaiono anche le mascherine. «In questo luogo abbiamo vissuto la pandemia in modo molto forte e ancora la stiamo vivendo – ha commentato il direttore di neurologia Pasquale Palumbo – Quest’opera, realizzata coi materiali simbolo della lotta al Covid, ci dice che anche dalla sofferenza possono sbocciare creatività, idee e progetti per il domani: un messaggio che ci fa sperare bene per il futuro».
«Questo presepe ci ricorda quello che abbiamo fatto e che dobbiamo ancora lavorare per combattere la pandemia» ha aggiunto Carla Giorgi della direzione sanitaria del Santo Stefano. E a ricordarci che la pandemia non è finita arrivano anche i numeri: sono 703 i nuovi casi di Covid in Toscana nelle ultime 24 ore (lo 0,2 per cento in più del giorno prima), con un’età media di 39 anni. Di questi, 18 sono in provincia di Prato, cifra che porta a 27.845 i casi di positività nell’area da inizio emergenza, facendo di quella pratese la provincia toscana con il tasso più alto di notifica. A livello regionale, ci sono quattro decessi (uno a Pistoia, uno a Livorno, due a Siena), mentre i ricoverati nei reparti Covid sono 354 (12 in più del giorno precedente), di cui 50 in terapia intensiva (3 in più).
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