Il dolore
Accordo triennale fra Confindustria e Buzzi
Ha come capisaldi la formazione, l’orientamento e un collegamento ancora più forte fra l’istituto e il mondo delle imprese
Maria Lardara
prato. C’era una volta il chimico tintore che si diplomava al Buzzi. Una specializzazione che non esiste più dal 2010, per effetto della riforma delle superiori. Ma oggi tutto il comparto della nobilitazione ha bisogno di professionalità specifiche ed è per questo che gli studenti del quarto anno andranno presto a farsi le ossa in rifinizione e in tintoria. È una delle novità dell’accordo triennale firmato fra Confindustria Toscana Nord e l’istituto Buzzi che ha come capisaldi la formazione, l’orientamento e un collegamento ancora più forte con il mondo delle imprese. Non a caso l'associazione ha fornito alla scuola le licenze per l’uso del programma Cad Penelope che è quello utilizzato dalle imprese. Intanto ingrana la marcia il BuzziLab: sospesa nell'autunno 2019 l’attività delle certificazioni per i grandi marchi in mezzo a un mare di polemiche, il laboratorio di analisi riacquista gradualmente la sua funzione più consona a un istituto scolastico.
Addetti over 45. Cercasi giovani che vadano a lavorare nel tessile. Confindustria fa squillare un campanello d’allarme, quello dell’età media di chi lavora nel distretto.
«Il 60 per cento ha più di 45 anni e il 9 per cento del totale addirittura è over 60 – ricorda Maurizio Sarti, coordinatore della sezione moda di Confindustria Toscana Nord – Tra dieci anni verranno a mancare figure chiave, compresi tecnici informatici». Di qui la necessità di giovani formati nelle scuole e poi pronti a entrare in azienda, tenendo conto che i tempi sono cambiati e che ormai il 60 per cento di chi si diploma al Buzzi oggi s’iscrive all’università.
Stage in tintoria. Fra giugno e settembre gli studenti dell’indirizzo chimica e materiali avranno la possibilità di partecipare al programma scuola lavoro anche nelle rifinizioni e nelle tintorie. «È emersa questa richiesta specifica da parte del mondo delle imprese – sottolinea il preside Alessandro Marinelli – Un’opportunità per gli studenti di chimica che durante l'anno riceveranno nozioni in più su finissaggio e tintoria». Intanto 800 studenti di terza media hanno visitato i locali del Buzzi per il primo weekend di open day in presenza. Numeri importanti che fanno pensare a un deciso balzo in avanti nelle iscrizioni per settembre 2022.
Il "nuovo" buzzilab. Niente più analisi per le aziende ma solo laboratorio a uso didattico. E il personale è quello interno della scuola, reclutato dal corpo docenti. Mentre le inchieste sul doppio binario della giustizia contabile e della magistratura fanno il loro corso dopo lo stop di BuzziLab, negli ultimi mesi il laboratorio ha visto ripartire i macchinari mettendo a disposizione per gli studenti le prove campione e il microscopio elettronico. «Stiamo completando la formazione dei nostri docenti di laboratorio – conclude il preside –- L’attività del BuzziLab deve rientrare nei limiti di una scuola pubblica. E una scuola non può fare impresa».
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