Il Tirreno

Prato

il caso di montignoso 

Incidente mortale, archiviata la posizione di due trentenni pratesi

2 MINUTI DI LETTURA





prato. È stata archiviata dalla procura di Massa la posizione dei due trentenni pratesi accusati di aver rubato alcune migliaia di euro al ristoratore Claudio Vita, 32 anni, che la notte fra il 18 e il 19 aprile di quest' anno ha perso la vita scivolando da un treno in corsa ed è stato trovato morto vicino ai binari, tra le stazioni di Massa Centro e Forte dei Marmi

I due pratesi, che avevano trascorso la serata al ristorante di Vita a Montignoso, dopo la morte dell'uomo erano stati accusati di furto e, uno di loro, quello fuggito sul treno, di omicidio. La procura ha lasciato cadere entrambe le accuse, stabilendo che Vita fosse morto per un tragico incidente, poiché salì al volo sul vagone in corsa nonostante fosse menomato di un braccio, e accertando che, al momento del fermo, avvenuto la stessa notte, nessuno dei due trentenni avesse in tasca i soldi mancanti al ristoratore.

La procura ha poi accolto la richiesta del legale di uno dei due trentenni, Leonardo Pugi, che, in una memoria difensiva, aveva spiegato come il suo assistito non fosse coinvolto nella tragedia accaduta a Vita ma che anzi era lui stesso vittima in quanto sarebbe stato picchiato dal ristoratore originario di Montignoso, minacciato di morte e inseguito fino alla stazione di Massa. Ancora da chiarire quello che è accaduto quella notte: la rissa al ristorante, la sparizione di 3.000 euro, la fuga verso la stazione e anche il coinvolgimento del padre di Carlo Vita che risulterebbe iscritto nel registro degli indagati a seguito delle denunce dei due pratesi per minacce, lesioni e sequestro di persona.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web