La manifestazione
Don Spagnesi e il compagno patteggiano
Sesso e droga nella doppia vita del religioso: per lui una pena di 3 anni e 8 mesi. Sei mesi in meno per Alessio Regina
Pasquale Petrella
prato. Già da qualche tempo don Francesco Spagnesi ha iniziato un percorso di disintossicazione dalla cocaina di cui era dipendente. E’ in cura al Sert oltre ad avere un supporto psicologico. La Diocesi di Prato lo ha rimosso dalla parrocchia dell’Annunciazione alla Castellina e sospeso dalle funzioni di sacerdote. Inoltre è in corso un processo canonico per stabilire la sua posizione all’interno della Chiesa.
Tutto questo ha sicuramente influito prima sull’accordo per un patteggiamento che i suoi avvocati, Costanza Malerba e Federico Febbo hanno potuto fare col pubblico ministero Lorenzo Gestri e poi davanti al giudice delle udienze preliminari, Leonardo Chesi che ha ritenuto congruo il patteggiamento di una pena a tre anni ed otto mesi di reclusione. Patteggiamento che è stato accolto anche per il compagno del religioso, Alessio Regina, che è stato condannato a tre anni e due mesi. Le accuse per don Spagnesi erano di importazione e spaccio di sostanze stupefacenti, appropriazione indebita dei fondi della Parrocchia e della Misericordia di cui gestiva i conti correnti, e di truffa nei confronti di almeno una ventina di parrocchiani ai quali chiedeva di versare soldi su una carta prepagata con lo scopo di aiutare famiglie bisognose ma che in realtà servivano per la droga e i festini hard.
Siccome la pena patteggiata è inferiore ai 4 anni, si apre per don Spagnesi - così come prevede il codice - la possibilità dell’accesso all’affidamento in prova ai servizi sociali. Un aspetto su cui sarà chiamato a pronunciarsi, nelle prossime settimane, il Tribunale di Sorveglianza di Firenze.
Con il patteggiamento, in quanto intervenuto con richiesta di applicazione pena nel corso delle indagini preliminari, non è stato possibile costituirsi parte civile per le vittime dei reati, che se vorranno essere risarciti, dovranno rivolgersi al giudice civile.
La vicenda risale alla scorsa estate quando la polizia fermò l’auto con alla guida Alessio Regina e a fianco don Francesco Spagnesi. I poliziotti trovarono nell’auto un pacco appena arrivato dall’Olanda con dentro la droga Gbl, quella conosciuta come droga dello stupro. Regina fu arrestato, mentre don Spagnesi fu indagato. E le indagini di lì a poco portarono alla luce una situazione che andava oltre ogni possibile immaginazione. Don Spagnesi e il suo compagno vivevano in realtà una vita parallela fatta di droghe ed eccessi sessuali. E in tutto questo c’erano il vorticoso giro di soldi con ammanchi nelle casse della parrocchia che fra il 2019 e l’arresto avrebbe raggiunto i centotrenta-centocinquanta mila euro. E numerosi sarebbero stati anche gli uomini che contattati tramite i siti di incontri sarebbero stati ospiti nei festini hard a base di droga e sesso organizzati da don Francesco Spagnesi e dal compagno Alessio Regina nella casa di quest’ultimo a Figline. Nell’elenco stilato dagli investigatori comparirebbero almeno duecento nomi tra cui medici, infermieri, professionisti e bancari.
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