Il Tirreno

Prato

il caso texprint  

«Il verbale dell’ispettorato ci dà ragione: c’era sfruttamento»

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PRATO. Si sono presentati ieri in tarda mattinata davanti agli uffici dell’immigrazione in via Roma. In mano il verbale dell’Itl (ispettorato del tribunale del lavoro) e un megafono per urlare ancora una volta che alla Texprint c’era sfruttamento. I sindacalisti Sarah Caudiero e Luca Toscano dell’Intercategoriale Cobas con una ventina di lavoratori hanno reso pubblico il contenuto del verbale e chiesto un incontro con l’assessore Simone Mangani, che ha dato disponibilità per il prossimo 14 dicembre.

«Alla Texprint c'è sfruttamento, chi ha scioperato ha sempre avuto ragione – così scrivono nel loro comunicato i due sindacalisti – Cosa ha accertato l'Ispettorato? Lavoro nero: sono stati accertati periodi di lavoro nero per 16 lavoratori iscritti al Si Cobas.Turni di 12 ore al giorno per 7 giorni alla settimana sono stati accertati per tutti i lavoratori che hanno scioperato in questi mesi. Utilizzo di contratti di apprendistato fasulli. Precisamente sono 12 su 12 i contratti di apprendistato che vengono “disconosciuti” dal verbale come mendaci. Questi rapporti di lavoro vengono quindi “ricondotti nell'alveo del lavoro subordinato full-time, sin dalla data di costituzione del rapporto, con il riconoscimento della qualifica ordinaria di operaio di II livello (…) e recupero della contribuzione dovuta”.

L'azienda è diffidata a “regolarizzare i rapporti di lavoro in nero” e “registrare sul Libero Unico le ore di lavoro effettivamente prestate ed accertate, con le maggiorazioni previste dalla legge”.

Inoltre, “la sede INPS di competenza procederà all'addebito della contribuzione evasa”.

Il verbale, in sostanza, riconosce il diritto a differenze contributive e retributive.

Le differenze retributive calcolate dai nostri professionisti sulla base dei turni effettivi di lavoro accertati dall'ITL ammontano a circa 2800euro lordi per mese di lavoro. Vuol dire che agli operai che hanno lavorato tre anni nella stamperia vengono riconosciuti circa 100mila euro lordi di differenze retributive. A breve ci saranno le prime udienza al Tribunale del Lavoro dove gli iscritti al sindacato richiederanno tutte le retribuzioni dovute e non pagate durante gli anni di sfruttamento».

«In questi undici mesi ne abbiamo sentite di tutti i colori. Che i lavoratori mentivano. Che non erano davvero sfruttati – conclude la nota deil sidnacato – Che erano dei violenti criminali. Che si eravano inventati tutto. Che l'ispettorato aveva accertato che in fabbrica tutto era regolare. Ora la verità viene fuori».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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