Toscana
Sono 16.500 i ragazzi in attesa di vaccino: canali preferenziali e giochi sui tablet
L’Asl sta organizzando il servizio che partirà il 16 dicembre in collaborazione coi pediatri sul modello degli over 80
PRATO. «Ma te glielo fai? ». È la domanda più ricorrente che ultimamente si scambiano i genitori con figli che vanno alle elementari. Il punto interrogativo è sul vaccino, il Pfizer a dose ridotta per i più piccini dai cinque gli undici anni. Una platea compresa fra coloro che frequentano l’ultimo anno di materna e il primo delle medie. In mezzo c’è tutto un esercito di bambini e bambine in quella è la provincia toscana con la popolazione più giovane e dove i contagi volano soprattutto nella fascia 0-18: nella realtà pratese l’incidenza sui nuovi positivi era del 36,31 per cento nella settimana dal 22 al 28 novembre, la più alta in Toscana, soprattutto fra gli studenti della primaria e delle medie.
Si parla di circa 16.500 soggetti potenzialmente vaccinabili distribuiti in tutta la provincia, di cui 12.400 residenti nel capoluogo. Il giorno X per la campagna scatterà il 16 dicembre e alla fine della prossima settimana sul portale della Regione potrebbe aprirsi una finestra per prenotare le sedute per i più piccoli al Pegaso 2 oppure al Pellegrinaio Novo al momento chiuso e in procinto di riaprire entro metà dicembre. Il destino della riapertura del secondo polo vaccinale a due passi dal centro storico s’intreccia con il ragionamento su come creare una corsia dedicata per i piccoli pazienti. Che potrebbe essere al Pegaso 2 oppure appunto al Pellegrinaio non appena riaprirà.
«La via maestra resta la vaccinazione dal proprio pediatra – sottolinea Lorena Paganelli, responsabile della zona distretto pratese per l’Asl Toscana Centro – Ho incontrato i loro rappresentanti, trovando ampia disponibilità. Detto ciò, anche a Prato ci sarà un canale dedicato negli hub tenendo conto che quella dei bambini è un’utenza particolare». Si pensa, ad esempio, di creare ambienti ad hoc con una modalità più divertente per i bambini alle prese con la punturina di Pfizer magari “addolcendola” durante l’attesa con dei giochini sui tablet. Ma la parte del leone la faranno i 29 pediatri di libera scelta attivi sul territorio pratese che singolarmente si ritroveranno una media di 600 piccoli pazienti da immunizzare con un terzo della normale dose di Pfizer con richiamo a distanza di 21 giorni. Non è escluso che i pediatri si organizzino all’interno degli hub vaccinali con spazi specifici e agende dedicate in determinati giorni della settimana. Un copione che ricorda le prime vaccinazioni dei medici di famiglia per gli over 80 quando a febbraio l’Asl riservò loro lo spazio a piano terra all’interno del Pegaso 2.
«Va detto che per raggiungere una copertura in tempi brevi è necessario un posto come l’hub vaccinale per dare anche la possibilità di vaccinare ai colleghi meno strutturati in ambulatorio», osserva la segretaria provinciale dei pediatri Luciana Biancalani. Non tutti, tanto per intendersi, hanno la figura dell’infermiere. «I colleghi si organizzeranno secondo le proprie disponibilità, il sabato mattina o a fine ambulatorio – prosegue Biancalani – Le telefonate dei genitori sono tante: sto riscontrando più interesse nella fascia d’età 5-11 che dai 12». Telefonate fatte anche di perplessitá, dubbi, timori. «Ai genitori dico spesso che bisogna pensare oltre la sfera personale. È vero che ci sono bambini che ammalandosi di Covid hanno preso solo un raffreddore ma è successo anche che ci siano stati dei decessi per quanto rari. E poi il vaccino è fondamentale per tornare a fare una vita sociale normale di cui i piccoli hanno bisogno». Importante sarà raggiungere anche le famiglie straniere. «In alcune culture è più difficile far passare l’importanza della vaccinazione – riprende Paganelli – Di qui a breve avremo un incontro con i rappresentanti delle comunità straniere che ci hanno supportato nella vaccinazione degli adulti».
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