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Influenza, scarseggia il vaccino tra i medici e nelle farmacie

Maria Lardara PRATO.
Influenza, scarseggia il vaccino tra i medici e nelle farmacie

Effetto Green pass sulle prime dosi del siero anti-Covid: ora le vogliono i giovani che altrimenti col solo tampone sarebbero esclusi da molti luoghi pubblici

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Su un braccio una puntura di antinfluenzale, sull’altro la terza dose di Pfizer. E così un centenario pratese ieri mattina si è tolto il pensiero rinsaldando il suo scudo protettivo contro i due virus in circolazione: Covid e influenza. Alle 9.30 Alessandro Benelli, segretario provinciale della Fimmg, era pronto per mettersi in marcia con il suo zaino termico carico di dosi di antinfluenzale. «Sto andando a vaccinare i pazienti allettati. Oggi (ieri, ndr) sarà possibile prenotarsi sul portale regionale per una nuova fornitura di antinfluenzale che sarà disponibile agli inizi della prossima». Tra questi pazienti, anche quel centenario. Entro gli inizi di dicembre i medici di base contano di immunizzare contro l’influenza circa 50mila aventi diritto al vaccino gratuito che ne fanno richiesta (over 60) . Intanto si sente l’effetto del super Green pass che ha riportato nuovamente in auge le prenotazioni delle prime dosi.

Antinfluenzale in farmacia. Complici i tagli alle scorte del 30 per cento da parte della Regione, quest’anno la coperta è più corta e chi ha meno di sessant’anni deve frugarsi in tasca per farsi l’antinfluenzale (il farmaco costa 18,20 euro dietro prescrizione medica). Ma acquistare un’iniezione di Vaxigrip (il nome del tetravalente in vendita) può trasformarsi in una caccia al tesoro. Sì perché anche nelle farmacie arriva con il contagocce. «Scarseggia un po’ dappertutto anche perché le richieste sono superiori a quelle dell’anno scorso – fa sapere Pietro Brandi, presidente provinciale dell’Ordine dei farmacisti – Auspichiamo che si sblocchi una fornitura a fine mese ma appena arrivano le dosi vanno via». Stessa musica per Sergio Bottari, presidente regionale di Federfarma. Le ultime 40 dosi le ha viste letteralmente volare via. «Contiamo su una nuova fornitura a fine mese. Chi vuole vaccinarsi contro l’influenza lo fa anche per avere un discrimine rispetto alla diagnosi di Covid visti i sintomi simili». E dire che da pochi giorni i farmacisti che hanno seguito il corso di vaccinatori dell’Istituto superiore di sanità potrebbero somministrare direttamente il vaccino facendo pagare 6,16 euro a seduta. Ma in questo caso manca la “materia prima”. E poi ci sono le consegne che avvengono un po’ per volta. «Ne ho avute tre a 20 pezzi per volta: le richieste sono tante», racconta la dottoressa Ilaria Luccarini della farmacia di Galceti.

Effetto super Green pass. Impazzano i telefoni degli ambulatori e quelli delle farmacie. C’è chi vuole sbrigarsi con la terza dose (anche gli over 40 possono sottoporsi al richiamo a cinque mesi di distanza dalla seconda inoculazione) ma si riaffacciano sulla scena le prime dosi. A dare una spinta, le restrizioni in arrivo per alcune categorie: vaccino obbligatorio per personale scolastico e forze dell’ordine dal 15 dicembre, Green pass solo per chi ha ricevuto il vaccino o è guarito dal coronavirus. «Fondamentale il nostro lavoro di persuasione – rimarca Benelli della Fimmg – Ho programmato già due appuntamenti di prime dosi fra i giovanissimi mentre resiste uno zoccolo duro di quarantenni». Inizia a riflettere finora chi faceva il tampone ogni 48 ore per avere il Green pass. Persone che frequentano le farmacie ogni 48 ore e “notoriamente” refrattarie al vaccino. «Qualcuno si fa avanti e ci chiede di fissare un appuntamento – racconta Bottari – Stavolta non per il tampone ma per il vaccino».



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