Il lutto
Caccia ai due killer in fuga dopo lo sparo Il sindaco: «Spero li trovino presto»
Prestanti sul luogo dell’omicidio: «Qui non siamo abituati a fatti di sangue». Carabinieri al lavoro per tutta la notte
CARMIGNANO. Per tutta la notte i carabinieri del Comando provinciale, agli ordini del colonnello Francesco Zamponi, hanno lavorato per dare un nome ai due killer che ieri pomeriggio hanno ucciso con un solo colpo di pistola all’inguine Gianni Avvisato, il trentottenne trovato agonizzante davanti alla sua abitazione di via Boccaccio, a Comeana.
Quello che all’inizio poteva sembrare un agguato, forse è stato invece l’epilogo di una lite, anche abbastanza prolungata, stando alla testimonianza di una residente che ha raccontato di aver sentito le urla provenire dalla strada. Certo è che i due assassini a cui ora i carabinieri stanno dando la caccia non erano arrivati con buone intenzioni, visto che si erano portati dietro una pistola. A mani nude, contro un colosso come Gianni Avvisato, non ce l’avrebbero fatta.
Solo quando si troveranno i colpevoli emergerà anche il movente e su questo al momento tutte le ipotesi sono aperte.
«Mi auguro che i carabinieri li trovino presto – dice il sindaco Edoardo Prestanti, che è arrivato sul luogo dell’omicidio intorno alle 19 ed è stato accompagnato dai militari davanti all’abitazione dove si è consumata la tragedia – Anche perché Comeana è un paese tranquillo che non è abituato a queste cose. Qui al massimo può capitare un furto in abitazione, ma non sono mai successi fatti di sangue. Per questo siamo tutti sconvolti da quello che è accaduto».
«Gianni Avvisato l’avevo conosciuto molti anni fa – ha aggiunto Prestanti – perché andavo nella palestra che lui gestiva insieme al fratello maggiore a Poggio a Caiano. Poi il fratello è morto in un incidente stradale e la gestione della palestra è passata ad altri. Non sapevo nemmeno che ora lui abitasse qui, l’ho scoperto stasera. Qui a Comeana non è come in altri paesi del nostro comune dove tutti conoscono tutti, qui magari vengono a stare persone che poi lavorano altrove e a casa ci stanno giusto il tempo di dormire».
Lo stesso Avvisato, dicono i vicini, andava e veniva. In gioventù aveva vissuto all’Isolotto, poi si era trasferito nei comuni medicei e quella casa di via Boccaccio la stava rimettendo a posto.
Ora sono tutti disorientati per un fatto che mai avrebbero pensato potesse accadere in questa strada tranquilla senza sfondo dove non c’è nemmeno il rumore del traffico. Ciò nonostante, c’è anche chi abita a cinquanta metri dal luogo dell’omicidio e non si è accorto di nulla. «Io stavo guardando la televisione – dice un anziano affacciato al balcone – e non ho sentito niente». Altri hanno sentito e visto qualcosa: sarà anche grazie alle loro testimonianze se gli assassini avranno un nome.
Paolo Nencioni
Servizi a pag. 9
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