Finanza
Un archivio con le voci di operai e immigrati
Il Comune lancia l’Atelier della creazione: 12 giovani raccoglieranno le testimonianze orali in giro per la città
prato. Quasi trecentomila euro per il progetto “Officina delle voci. Atelier della creazione giovanile”. Per la precisione 291.200 euro, dei quali 200mila finanziati dal dipartimento delle politiche giovanili della Presidenza del Consiglio dei Ministri e i restanti dal Comune, dal Pin e dai partner del progetto: associazione “Binario di scambio” (compagnia teatrale universitaria), associazione Cut, Camerata strumentale, associazione “Snellinberg”. Ma è d’obbligo fare una precisazione. Il cofinanziamento locale deriva in parte da soldi veri e propri, in parte da risorse umane e strutture che vengono messe a disposizione.
Il progetto, vincitore di un bando pubblico, vede, fra gli altri obiettivi, la creazione di un archivio orale con le testimonianze degli operai della città tessile del secondo Novecento oltre alle voci degli immigrati storici e quelli contemporanei. Ma all’interno del progetto c’è molto altro: i 39 giovani selezionati (dai 18 ai 35 anni) saranno impegnati su quattro progetti, articolati in tre filoni di ricerca (patrimonio storico, immigrazione storica e immigrazione recente). Dieci ragazzi parteciperanno alla progettazione della programmazione culturale per la stagione invernale e primaverile a Officina giovani, un selezionato sarà alla biblioteca “Bettarini” nel palazzo della musica per catalogare e digitalizzare i documenti e gli spartiti nell’archivio nazionale, rendere fruibili i vecchi spartiti e aiutare nell’allestimento a museo di una parte della biblioteca. Dodici giovani saranno con l’associazione “Binario di Scambio” per raccogliere le testimonianze audio in città e progettare il programma culturale giovanile, altri 16 all’associazione Cut (10 artisti impegnati nei workshop e 6 nella co-progettazione con le associazioni del territorio) .
L’archivio. Le “interviste” per l’archivio orale partiranno a inizio 2022 con i ragazzi, suddivisi in tre gruppi, impegnati nel raccogliere le voci di chi racconterà uno spaccato di Prato. «Tutto questo materiale audio – precisa Teresa Megale dell’Università di Firenze, settore discipline dello spettacolo – sarà poi trasformato, a esempio in podcast radiofonici oppure in performance teatrali».
La partenza. “I«l progetto – dice l’assessore alla cultura Simone Mangani – è partito un mese fa e terminerà a metà luglio 2022. L’obiettivo è promuovere il patrimonio cittadino passando per la valorizzazione del teatro, della musica e della cultura. Il progetto permetterà anche di costruire un archivio delle fonti orali con biografie e storie degli abitanti di Prato».
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