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Non si farà l’incidente probatorio sull’orditoio dove è morta Luana

Paolo Nencioni
Non si farà l’incidente probatorio sull’orditoio dove è morta Luana

Il giudice respinge la richiesta di due dei tre indagati e la Procura si prepara a chiedere il rinvio a giudizio

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prato. Non si farà l’incidente probatorio sull’orditoio lavorando al quale ha trovato la morte la giovane operaia Luana D’Orazio, lo scorso 3 maggio all’interno dell’Orditura Luana di via Garigliano a Montemurlo. Il giudice per le indagini preliminari Leonardo Chesi ha respinto la richiesta degli avvocati difensori di due dei tre indagati, Luana Coppini, titolare dell’azienda, e il marito Daniele Faggi.

L’istanza dei difensori Alberto Rocca e Barbara Mercuri era stata presentata nei giorni scorsi quando era già trascorso il termine per depositare la richiesta ed era motivata, secondo gli avvocati, dall’insufficienza della perizia affidata dal sostituto procuratore Vincenzo Nitti all’ingegnere Carlo Gini. Secondo gli avvocati i risultati degli esami tecnici non raccontano davvero quello che è successo il 3 maggio nell’azienda di Montemurlo. Per questo chiedevano un incidente probatorio, che però il gip ha respinto.

Rimane la possibilità di chiedere una nuova perizia durante il processo, che a questo punto sembra inevitabile. A giorni la Procura presenterà una richiesta di rinvio a giudizio per Coppini, Faggi e per il tecnico manutentore Mario Cusimano, difeso da Melissa Stefanacci.

Nei giorni scorsi Luana Coppini, tramite il suo legale, ha preannunciato la sua linea difensiva. Ammette che le protezioni dell’orditoio erano state disattivate, ma dice di non aver ordinato lei le modifiche sul macchinario. Inoltre sostiene che, essendo un’orditura a campione, il cancello di protezione del macchinario poteva stare alzato quando l’orditoio non andava a velocità sostenuta.

La perizia depositata dall’ingegner Gini, invece, sostiene che l’orditoio girava a velocità sostenuta e che è stato spento manualmente da qualcuno pochi secondi dopo la tragedia.

Lunedì Daniele Faggi, il marito della titolare dell’orditura, si è fatto interrogare dal sostituto procuratore Nitti e nel corso di tre ore ha raccontato la sua verità, sostenendo di non aver avuto ruoli di responsabilità nella conduzione dell’azienda, descrivendosi come una sorta di factotum. La Procura è invece convinta che, insieme alla moglie, fosse il titolare di fatto dell’Orditura Luana.

Paolo Nencioni

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