Sicurezza
Prato perde 34 posizioni per la qualità della vita
Biffoni: «Un dato che va preso come stimolo per fare meglio» Curcio: «Da tempo chiedo che si presti più attenzione contro i reati e lo spaccio»
pRAto. «Sia quando le classifiche ci premiano, sia quando i risultati sono meno soddisfacenti ho sempre sostenuto che vanno prese come stimolo per lavorare al meglio più che come una reale fotografia dello stato attuale. Basta pensare a questa di Italia Oggi dove sono cambiati i criteri rispetto a un anno fa e diventa complicato anche un confronto vero: si migliora notevolmente in ambiti come la pubblica istruzione o il lavoro, mentre si peggiora per criteri come la popolazione, dove non è cambiato niente di fatto. Continuiamo a lavorare, seguendo soprattutto le indicazioni che arrivano dal territorio». Interviene così il sindaco di Prato, Matteo Biffoni sulla classifica stilata da ItaliaOggi in cui si certifica lo slittamento di trentaquattro posizioni di Prato, sotto il profilo della qualità della vita, rispetto all’anno precedente. In pratica Prato viene posizionato al 59° posto rispetto al 25° avuto nel 2019. La classifica annuale di ItaliaOggi e Università La Sapienza di Roma, stilata in collaborazione con Cattolica Assicurazioni e che per il 23° anno misura la qualità della vita nelle province italiane, sulla base di una serie di indicatori che spaziano dall’economia alla sicurezza, dalla demografia all’ambiente, ha di fatto dato una doccia fredda a chi solo l’anno prima pontificava sulla venticinquesima posizione. Ma perché questa regressione? Una parziale giustificazione la dà direttamente ItaliaOggi che parla di parametri cambiati e dell’effetto Covid19 che nei grandi centri è stato vissuto in maniera differente rispetto a quelli più piccoli. Il dato negativo non è però sfuggito a qualche consigliere di opposizione come Marco Curcio della Lega: «La classifica sulla qualità della vita vede Prato tra le 50 città peggiori d’Italia: un dato molto grave, soprattutto perché su di esso incide pesantemente il dato molto negativo sulla sicurezza. Non è la prima volta che richiamo il sindaco e il PD a prestare più attenzione alla questione dei reati – scrive Curcio – In particolare, è necessario fare attenzione alla questione dello spaccio della droga, contro il quale la Polizia Municipale e la sua unità cinofila può e deve fare molto di più».
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