Luana, gli indagati chiedono altri accertamenti
Presentata un’istanza di incidente probatorio sul macchinario, la Procura si oppone. A giorni gli ultimi interrogatori
prato. Gli avvocati difensori di Luana Coppini e Daniele Faggi, accusati di omicidio colposo e rimozione dolosa delle cautele 1in relazione alla morte della giovane operaia Luana D’Orazio, avvenuta lo scorso 3 maggio all’interno dell’Orditura Luana di via Garigliano a Montemurlo, hanno chiesto che venga eseguito un incidente probatorio sull’orditoio lavorando al quale Luana ha trovato la morte. L’istanza è stata depositata nei giorni scorsi e ieri la Procura ha espresso parere negativo sulla richiesta.
A decidere sarà il giudice per le indagini preliminari, ancor prima della ormai scontata richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Luana Coppini, del marito Daniele Faggi e del tecnico manutentore Mario Cusimano, il cui difensore non si è associato alla richiesta di incidente probatorio.
La Procura si oppone, tra le altre cose, perché gli ulteriori accertamenti tecnici richiesti dalle difese andrebbero a sommarsi a quelli già eseguiti dall’ingegnere Carlo Gini per conto del sostituto procuratore Vincenzo Nitti, a cui si sono affiancati i periti dei tre indagati.
Un appesantimento che viene ritenuto superfluo, anche perché una nuova perizia potrebbe essere richiesta anche durante la fase dibattimentale.
Le indagini sulla morte di Luana sono di fatto chiuse e gli indagati, pur essendo trascorso il termine di 20 giorni dalla notifica della chiusura indagini, hanno chiesto di essere nuovamente interrogati. Se manterranno questa volontà, potrebbero essere sentiti la prossima settimana dal sostituto Vincenzo Nitti. Tutti e tre sono comparsi già almeno una volta nell’ufficio del magistrato al terzo piano del Palazzo di giustizia e nessuno ha fatto ammissioni di responsabilità. Esaurito questo passaggio, la Procura potrà esercitare l’azione penale chiedendo il rinvio a giudizio.
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