Il Tirreno

Prato

l’inchiesta 

Finti operai prendono la cassa integrazione

Paolo Nencioni
Il sostituto procuratore Lorenzo Gestri
◗
Il sostituto procuratore Lorenzo Gestri

È un risvolto dell’indagine sui titolari di fatto delle confezioni cinesi accusati di aver messo prestanome a capo delle aziende

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Il Tribunale del Riesame ha respinto i ricorsi presentati da due degli indagati nell’inchiesta “Easy permit” dei sostituti Gestri e Boscagli sui professionisti accusati i aver aiutato decine di confezionisti cinesi a mettere prestanome a capo delle rispettive aziende per sfuggire agli obblighi contributivi e fiscali. I ricorsi erano stati presentati da Paolo Santangelo, ora all’obbligo di firma, e Giuseppe Cannatà, finito agli arresti domiciliari lo scorso 13 ottobre insieme ad altri tre “colletti bianchi” italiani e tre cinesi. Il Riesame in pratica ha confermato l’esistenza dei gravi indizi di colpevolezza che avevano spinto i magistrati a chiedere le misure di custodia cautelare. All’udienza i sostituti Gestri e Boscagli hanno depositato altra documentazione per attualizzare la vicenda e dimostrare il rischio della reiterazione del reato. Documentazione necessaria anche perché l’inchiesta è iniziata nel lontano 2017 e i giudici potevano avere il dubbio che le esigenze non cautelari non fossero più così urgenti. Così non è stato e le misure sono state confermate.

Nel frattempo la guardia di finanza, che ha condotto gran parte delle indagini iniziate dalla polizia municipale, ha raccolto altri elementi. Il più interessante riguarda i contributi pubblici che alcuni degli indagati hanno percepito nel corso degli anni. In particolare è stato accertato che alcuni imprenditori cinesi, titolari di fatto delle confezioni a capo delle quali avevano messo i prestanome, hanno usufruito, in quanto formalmente dipendenti, della cassa integrazione Covid. In altri casi avrebbero incassato l’indennità di disoccupazione dopo essere stati licenziati dal prestanome, ma in realtà da se stessi (visto che erano loro i padroni della baracca). Una circostanza che al momento non riveste carattere penale ma che la dice tutta sui metodi in vigore nel distretto parallelo cinese.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa