Il Tirreno

Prato

gli utenti 

«Speriamo di poterli comprare ancora nei negozi di quartiere»

Vezio Trifoni

Guido, pensionato, preoccupato per l’eventuale vendita solo tramite internet «Noi vogliamo anche scambiare due parole con l’edicolante»

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Vezio Trifoni

prato. Il passaggio dalla storica Cap ad Autolinee Toscane è stato indolore, almeno per gli utenti semplici, in questa prima giornata, I disagi sono arrivati per chi doveva fare un nuovo abbonamento perché deve registrarsi direttamente sul sito at-bus.it o sull’App Tabnet o alle biglietterie ufficiali o alle rivendite autorizzate e in questa giornata di festa gli addetti al servizio erano pochi. «Non saranno date carte fisiche ma, associando l’abbonamento all’utente, basterà portare con sé ed esibire la tessera sanitaria elettronica – spiegano da Autolinee Toscane – siamo già arrivati a 30 mila registrazioni a sabato 30 ottobre. Al primo acquisto di nuovo abbonamento, si pagheranno 5 euro, un costo una tantum valido 11 anni: sostituisce il costo di 6 euro che gli utenti pagavano per le emissioni delle tessere, che andava sostenuto ogni 3 anni per il rinnovo (4 euro in caso di nuova emissione in caso di smarrimento). I 5 euro permettono la gestione del nuovo abbonamento e tutelano l’utente dal rischio di smarrimento del titolo. Come al solito chi maneggia gli strumenti informatici non ha problemi invece chi non è tecnologico, almeno inizialmente, trova difficoltà ad avere un punto di riferimento fisico. «Io abito in valbisenzio e lavoro a Prato – spiega il 24enne Gabriele – ho un abbonamento che scade a fine anno ed ho potuto utilizzarlo anche in questo primo giorno. È stato sufficiente aver abbinato la mia tessera sanitaria alla tessera e per precauzione mi sono portato dietro il tesserino. Gli orari sono gli stessi e per ora anche l’autista era il medesimo. Non è cambiato nulla almeno all’apparenza se non che anziché Cap c’era scritto Autolinee Toscane. Ho chiesto all’autista se era tutto ok e lui mi ha risposto che loro continuano a fare il loro lavoro con un’azienda diversa ma che in molti sono rimasti soci della cooperativa Cap». Chi invece ha dovuto acquistare un biglietto differente è stato chi è montato sull’autobus da viale Montegrappa e voleva andare in centro. «Non avevo il biglietto e quando sono andato alla rivendita mi hanno chiesto dove andavo perché rispetto ai ticket della Cap la nuova società ha tre tipologie di biglietti – spiega il pensionato Guido – urbano capoluogo; urbano maggiore ed extraurbano. Tra l’altro mi hanno detto che è possibile acquistarli tramite l’app Tabnet, che consente di validare il biglietto, tutto in modo digitale. Ecco forse non hanno capito che i metodi elettronici sono troppo avanti per noi pensionati. Io vado in centro per uscire di casa e per fare due passi in centro. Vado all’edicola e prendo il biglietto così faccio due chiacchiere anche con il tabaccaio o l’edicolante. Speriamo che non cancellino la modalità cartacea perché ci metterebbero in seria difficoltà io non ho neppure un computer».

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