Sicurezza
Il San Niccolò diventa succursale di Cambridge «Puntiamo sull’inglese»
prato. Il Conservatorio di San Niccolò allarga la sua proposta educativa e si apre a livello internazionale con la certificazione Cambridge che non è solo l’insegnamento della lingua inglese ma vuole essere un modo per diffondere una mentalità internazionale all’interno della scuola. «La nostra proposta educativa si rivolge a tutti coloro che hanno a cuore la crescita umana e culturale dei propri figli – spiega il presidente della Fondazione San Niccolò Guido Giovannelli – Lo scopo di tutto è la crescita di ogni persona nelle varie fasi di sviluppo e di formazione con la piena considerazione dell’originalità del suo percorso individuale e dell’unicità della sua rete di relazioni, in primis la famiglia. La nostra scuola offre tutti i livelli scolastici: dal nido fino alla maturità, per sostenere il fiorire della personalità e proprio questa attenzione verso l’inglese vuole essere un modo per migliorare questa offerta scolastica». Una vera e propria apertura internazionale. «Le nuove generazioni sono sempre più destinate a muoversi in una prospettiva internazionale, per questo diamo grande importanza allo studio dell’inglese in tutti i livelli scolastici – spiega la preside Mariella Carlotti – I nostri tre cardini sono l’italiano, la matematica e proprio l’inglese. I tre asset su cui impostiamo la crescita di un ragazzo. Leggere, scrivere, parlare e ascoltare per il primo aspetto devono essere aspetti ben conosciuti, un modo nuovo di fare grammatica ed etica per non fare errori che poi riscontriamo con una povertà linguistica e di pensiero dei nostri allievi. Il secondo aspetto è la matematica che abbiamo scelto di dividere da scienze e infine la scelta di non proporre la doppia lingua ma una sola per arrivare a un livello più alto attraverso la selezione dei docenti che devono avere professionalità ma devono essere anche educatori con qualità umana». «Il prossimo anno avremo i nuovi spazi che sono in ristrutturazione del’ex noviziato anche per l’aumento degli iscritti – continua la preside – Nelle prove Invalsi abbiamo potuto notare i miglioramenti dei nostri allievi sia in matematica che nella lingua inglese e la scelta del metodo Cambridge non è legata al solo fatto che sappiano l’inglese ma che entrino in un contesto internazionale in una mentalità diversa».
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