Il Tirreno

Prato

il presidente in commissione 

Bini Smaghi: «Pecci poco visitato, ecco perché cambiamo la direttrice»

Riccardo Tempestini

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prato. «Abbiamo revocato il mandato a Cristiana Perrella perché è venuto meno il rapporto di fiducia, e il Consiglio di amministrazione non ha accettato la richiesta di compensazione per i presunti danni d’immagine dovuti alla fuga di notizie sulla ricerca di un nuovo direttore». Lo ha detto Lorenzo Bini Smaghi, presidente della Fondazione per le arti contemporanee in Toscana, convocato ieri dalla commissione consiliare di controllo e garanzia per la verifica delle procedure seguite nella revoca dell’incarico all’ex direttrice Perrella. Bini Smaghi era stato convocato dal presidente Leonardo Soldi anche per verificare la realizzazione della programmazione dell’attività museale prevista, «tenuto conto dello scioglimento anticipato del contratto con la direttrice».

Il presidente del museo ha poi chiarito che sull’accordo, solo verbale, delle dimissioni anticipate al 1° ottobre 2021, concordate ma non sottoscritte con la Perrella, erano a conoscenza solo nove persone, i sei del Cda della fondazione, il sindaco Biffoni, l’assessore Mangani e Alberto Pecci. In precedenza Bini Smaghi aveva ripetuto che, secondo una ricerca commissiona dal cda, «il Centro Pecci è il meno visitato in Italia e il più costoso per i contribuenti del territorio», e per questo sempre il Cda aveva rivolto alla direttrice «richieste, non evase, su una nuova programmazione, sul reperimento di nuovi fondi, sulla gestione del personale».

Nonostante questa situazione, nel febbraio 2021 il Cda aveva confermato, per iscritto, per altri tre anni alla Perrella gli 80mila euro e i 16mila euro di eventuale bonus del precedente contratto, dopo aver concesso per intero il bonus per il 2019. Bini Smaghi ha spiegato che l’accordo «solo confidenziale, era valido solo per un anno e prevedeva che Perrella si sarebbe dimessa per motivi personali il 1° ottobre 2021, poi spostato al 7 ottobre 2021, con 6 mesi di preavviso, retribuiti fino al 1° aprile 2022».

Poi è storia nota, la richiesta risarcitoria della Perrella, il rifiuto del Cda e la revoca immediata del mandato dell’8 ottobre scorso. Sempre con l’assenso del sindaco, come ha confermato l’assessore Mangani. Sul futuro del museo, Bini Smaghi ha confermato che entro fine anno ci sarà il nuovo direttore, mentre nelle sale verrà riproposta una selezione di opere della collezione permanente e a giugno 2022 la personale di Massimo Bartolini. Infine il 20 novembre l’amministrazione comunale aprirà la nuova sede dell’Urban Center al piano terra del vecchio edificio museale.

Riccardo Tempestini

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