Il Tirreno

Prato

Sfruttamento sì o no? Dall'Ispettorato nessuna risposta sul caso Texprint

di Paolo Nencioni
Il picchetto dei lavoratori della Texprint davanti all'azienda (foto Batavia)
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Il picchetto dei lavoratori della Texprint davanti all'azienda (foto Batavia)

Da nove mesi gli operai aspettano l'esito degli accertamenti sulle condizioni di lavoro nella stamperia a conduzione cinese di via Sabadell

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PRATO. In nove mesi nasce un bambino, ma nove mesi non bastano per sapere se in una certa azienda si lavora in condizioni di sfruttamento oppure no. È questa l’amara verità che emerge dal caso della Texprint, la stamperia a conduzione cinese di via Sabadell nella quale una parte degli operai di nazionalità pachistana sostengono di aver lavorato sette giorni alla settimana, dodici ore al giorno.

Lo hanno detto a gennaio, e sempre a gennaio c’è stato un sopralluogo dell’Ispettorato del lavoro. Da quel giorno, però, silenzio assoluto. C’era o non c’era lo sfruttamento lavorativo? Non è dato saperlo.

Nel frattempo è successo di tutto. Per mesi c’è stato un presidio del sindacato Si Cobas davanti alla Texprint, ci sono stati scontri, aggressioni, manganellate. Una parte dei lavoratori sono stati licenziati. La Procura ha indagato 27 tra operai e sindacalisti per violenza privata e una sfilza di altre contestazioni in seguito a una denuncia dell’azienda. Poi il primo lavoratore licenziato è stato reintegrato dal giudice del lavoro che ha ritenuto ingiustificato il licenziamento (e si prevede un pronunciamento simile per tutti gli altri).

È successo di tutto, insomma, ma non è arrivata la risposta più importante, quella dell’Ispettorato. La risposta alla domanda che sta alla base della vertenza sindacale e delle denunce dell’azienda che si sente danneggiata e diffamata. C’è stato o non c’è stato questo benedetto sfruttamento?

Informalmente, ai primi di settembre, l’Ispettorato ha fatto sapere che entro la fine del mese (dunque quasi un mese fa) sarebbe arrivata una risposta, che puntualmente non è arrivata. Ma già il 1° agosto, durante una manifestazione in piazza del Comune, Dario Salvetti, licenziato dalla Gkn di Campi Bisenzio, aveva colto il nocciolo della questione. "Io non so se avete ragione o avete torto – aveva detto agli operai della Texprint – ma una cosa è certa: avete diritto a una risposta in tempi ragionevoli". Tempi che a questo punto sono ormai abbondantemente trascorsi.

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