Attenzione
Interdittiva antimafia alla Cafissi Alvaro Cantieri a rischio
Prato. Un’interdittiva antimafia è stata firmata nei giorni scorsi dal prefetto Adriana Cogode nei confronti dell’impresa Cafissi Alvaro, una delle più importanti della provincia, guidata da Alessandro Cafissi, che è anche presidente dell’Associazione costruttori edili in seno a Confindustria Toscana Nord. Il prefetto, nel corso della conferenza stampa sui numeri della criminalità, ha reso noto di aver firmato un paio di interdittive antimafia, senza però indicare il nome delle società destinatarie.
Una di queste, come detto e come confermato da qualificate fonti delle forze dell’ordine e del Comune di Prato, è la Cafissi Alvaro, fondata dall’omonimo imprenditore scomparso nel 2019.
Alla società sarebbero stati contestati i rapporti con l’impresa Idrogeo con sede nel Valdarno, coinvolta nelle indagini dei carabinieri sulle infiltrazioni della ’ndrangheta in Toscana.
Le attenzioni degli inquirenti si sono concentrate in particolare su alcuni lavori pubblici realizzati a Prato e Pistoia, tra cui la costruzione della nuova tangenziale tra Prato e Montale.
La Idrogeo è amministrata da Antonio Chiefari, il cui fratello Nicola è stato arrestato perché considerato vicino al clan di ’ndrangheta Gallace.
La Cafissi avrebbe utilizzato il sistema del “distacco” prendendo le maestranze della Idrogeo per mandare avanti più di un cantiere, una pratica peraltro consentita.
Gli effetti dell’interdittiva notificata all’azienda non sono di poco conto. Il rischio è che vengano sospesi i lavori che la Cafissi ha iniziato dopo aver vinto appalti pubblici. In particolare, a Prato sono quelli per la riqualificazione di via Pistoiese, che sono già iniziati. La sospensione si renderebbe necessaria, in attesa di prevedibili ricorsi contro il provvedimento della Prefettura, anche perché una società raggiunta dall’interdittiva non può incassare soldi pubblici e dunque si troverebbe a lavorare senza aver la garanzia di essere pagata per le opere realizzate.
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