Il Tirreno

Prato

riunito il comitato per l’ordine pubblico 

Il prefetto: «Qui tanti reati perché si denuncia di più»

Il prefetto: «Qui tanti reati perché si denuncia di più»

I vertici delle forze dell’ordine hanno fatto il punto sulla situazione della sicurezza dopo la pubblicazione della classifica sulla criminalità, con Prato al quarto posto

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prato. Ogni anno esce la classifica del Sole 24 Ore sulla criminalità nelle province italiane e quasi ogni anno a Prato scatta una sorta di riflesso condizionato: i responsabili della sicurezza spiegano che non è proprio come sembra, cioè che la situazione non è così negativa come dicono i numeri. Perché di solito, e quest’anno non fa eccezione, Prato si trova nelle prime posizioni per numero di reati in rapporto alla popolazione residente. Stavolta in quarta posizione su 106 dietro a Milano, Bologna e Rimini.

Ieri il prefetto Adriana Cogode, subito dopo aver riunito il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha convocato la stampa per dire che sì, i numeri del Sole 24 Ore sono giusti e non sono buoni, ma vanno interpretati.

La tesi è che siano più alti di molte altre province perché qui la popolazione è concentrata in un capoluogo molto popoloso e in secondo luogo perché c’è un alto senso civico e dunque i reati vengono denunciati, mentre altrove vengono denunciati molto meno.

Inoltre per certe tipologie di reati, il numero alto di denunce è la prova che le forze dell’ordine sono efficaci nella repressione del crimine.

Non è una grande consolazione, perché comunque i numeri sono alti e sono sotto gli occhi di tutti.

Il questore Giuseppe Cannizzaro ha portato ad esempio il caso delle estorsioni, che in altre province italiane non vengono denunciate per paura, mentre qui vengono denunciate facendo salire la statistica. Sui reati connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti invece c’è poco da dire, perché ormai da tempo Prato ha conquistato un poco invidiabile primato in Toscana, grazie anche alla sua posizione baricentrica nell’area metropolitana che porta in città tossicodipendenti anche dalle province limitrofe, attirati dai bassi prezzi dell’eroina.

Nel corso della conferenza stampa si è fatto il punto anche sui servizi straordinari di controllo del territorio, 36 dal 1° luglio al 23 ottobre, che hanno portato all’identificazione di 504 persone, otto denunce, oltre mille veicoli controllati, di cui solo uno sequestrato e altri due sottoposti a fermo amministrativo. Anche questo è un dato che secondo il questore ci dice che non c’è una situazione di illegalità diffusa.

Il prefetto ha messo l’accento anche sul “Tavolo della legalità”, al quale siedono rappresentanti delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco e del Comune di Prato. A questo tavolo arrivano le segnalazioni dei cittadini su situazioni nelle quali è richiesto l’intervento.

Si chiama “sicurezza integrata” e serve a coinvolgere la cittadinanza nel controllo del territorio.

Tra le azioni intraprese dalla Prefettura c’è anche la revisione del Piano di controllo coordinato del territorio. Si tratta del piano in base al quale vengono individuate le zone che necessitano di un maggiore controllo. La revisione si è resa necessaria perché il territorio col passare del tempo cambia. Per esempio, è stato detto, venti anni fa il Parco Prato non esisteva, mentre adesso è uno dei punti di maggiore afflusso della popolazione e dunque necessita di una maggiore attenzione.

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