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Laura, ambasciatrice dell’Italia a Strasburgo

Maria Lardara
Laura, ambasciatrice dell’Italia a Strasburgo

Studentessa pratese chiamata dal Parlamento europeo per immaginare il futuro della Ue: «Incredibile, ci ascoltano»

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Recita un proverbio che ambasciator non porta pena. Nel caso di un’ambasciatrice “speciale” come Laura, è tutto fuorché una pena. Per lei, che a 23 anni è in procinto di laurearsi in antropologia culturale, sarà un onere e un onore poter volare a Strasburgo per portare idee e spunti sul futuro dell’Europa. Un’avventura entusiasmante che la vedrà spesso con la valigia in mano fino a marzo 2022. Insieme ad altri 79 rappresentanti tra francesi, spagnoli, tedeschi e altri comunitari, Laura Maria Cinquini porterà alta la bandiera dell’Italia come ambasciatrice pronta a intervenire sui temi migratori. La studentessa di San Paolo siederà sui banchi del Parlamento europeo per la Conferenza sul futuro dell’Europa, il 22 e 23 ottobre. Un’occasione unica, un esempio di esercizio di democrazia diretta. In pratica, l’Unione europea ha chiamato all’appello una rappresentanza nutrita di cittadini da tutti i Paesi membri (200 persone) per discutere di alcuni temi centrali delle politiche europee, come il cambiamento climatico, il lavoro, la giustizia e appunto i fenomeni migratori. «La selezione è avvenuta in estate attraverso una sorta di sorteggio casuale secondo alcuni criteri di rappresentatività – spiega Laura – In tutto, fra gli italiani saremo una ventina o poco più. Il mio compito sarà quello di riportare in maniera fedele quello che è stato nel gruppo di lavoro che rappresento. Per questo ho già partecipato alla prima sessione dal 15 al 17 ottobre e sono in partenza nuovamente per Strasburgo». Destino vuole che l’immigrazione sia pane quotidiano per la studentessa che ha scritto una tesi di laurea sulla produzione culturale della comunità cinese di Prato. Laura mastica il mandarino ed è appassionata di equilibri geopolitici fra Stati Uniti, Cina e Unione europea. Temi trattati durante il festival “Seta” svoltosi di recente in città. «In quei tre giorni ho ricevuto tanti stimoli preziosi per la mia nuova esperienza. Vivere a Prato, sede di una delle comunità più grandi d’Europa, mi permette di avere un osservatorio privilegiato». Laura fa parte della rosa di 20 ambasciatori che racconterà e riporterà ai piani alti il lavoro svolto in ogni gruppo di lavoro: il quarto, quello che rappresenta, ha come titolo “Ue nel mondo e migrazione”. La plenaria della Conferenza sul futuro dell’Europa vedrà la partecipazione di parlamentari nazionali, eurodeputati e ministri da tutti gli Stati membri dell’Ue. «Chiunque può manifestare la propria idea tramite una piattaforma digitale e, per esperienza, posso dire che questi pareri sono davvero presi in considerazione una volta che i gruppi dei cittadini si riuniscono per discuterne. Lo so che è difficile credere che tutto questo possa portare un qualche cambiamento ma è la prima volta che si tenta un esperimento democratico simile». Indescrivibile l’emozione di mettere piede per la prima volta nel Parlamento europeo. «L’Europa viene vista spesso come una chimera. Essere lì dentro, poter toccare con mano un’istituzione così prestigiosa, è una grande fortuna».



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