Il Tirreno

Prato

al circolo arci di vergaio 

Le idee di Bonaccini per rendere l’Italia un Paese progressista

Alessandro Formichella

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Alessandro Formichella

PRATO. «So che l'Emilia Romagna non è l'Italia, ma se l'Italia fosse un po' come l'Emilia Romagna sarebbe un paese migliore». Stefano Bonaccini, presidente della Regione emiliana, entra di colpo nel dibattito al circolo Arci "L'Unione" di Vergaio che si è tenuto ieri nel tardo pomeriggio per presentare il suo ultimo libro, "Il paese che vogliamo - Idee e proposte per l'Italia del futuro" (editore Piemme). Con lui una sala gremita di persone, militanti politici e non, nel dibattito alla presenza del sindaco Matteo Biffoni e moderato dalla giornalista di TvPrato, Eleonora Barbieri. Sembra essere un appuntamento importante quello con Bonaccini. Si parla del Piano nazionale di rinascita e resilienza, il finanziamento di oltre 230 miliardi di euro che arriverà dall'Unione Europea nel dopo-Covid, delle aspettative di interi territori che cercano il rilancio dopo la prima grande crisi finanziaria fra il 2008 e il 2012 e poi quella della pandemia Covid-Sars2. Il presidente dell'Emilia Romagna sa bene che l'Italia non è come la sua regione, ma non rinuncia ad elencare le virtù della parte sopra Appennino che stanno creando sviluppo e nuove economie. Di qua Biffoni, sindaco con l'esperienza di tutti i giorni fra il palazzo, le dinamiche politiche e il lavoro costante di amministrare. Non di meno, anche con i punti critici e le difficoltà di scenari che cambiano di continuo, compresa la pandemia del virus. Non è un libro dei sogni, quello di Bonaccini, semmai un'osservazione attenta fatta da politico e da amministratore pubblico che guarda il mondo da sinistra.

Come dice lo stesso presidente, il libro presenta una serie di idee che si materializzano, nuovi progetti, cose da realizzare per rendere il paese progressista. Investimenti per un presente e un futuro da protagonisti, come è scritto nella sua ultima fatica. Risponde Biffoni che guarda, invece, alla città e al suo territorio, pensando che il modello emiliano come quello del Gruppo Hera sui multiservizi, società pubblica su acqua, rifiuti, luce e gas, sia un modello da perseguire. E, così, torna di scena il progetto della Multiutility, della grande impresa sui servizi pubblici locali.

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