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Prato

il nodo-vaccini 

Debutta il Green pass al lavoro Poche defezioni, tanti tamponi

M.L.

Qualche certificato medico  “sospetto”, ma non si registrano grandi problemi. Beste: stop al pagamento dei test  ai lavoratori non vaccinati

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PRATO. Non lo avevano a portata di click. Ma la versione cartacea del loro Green pass era sbagliata o almeno non è stata riconosciuta subito dall’app VerificaC-19. Può essere che tenessero nel portafoglio la carta verde scaricata dopo la prima dose, dimenticando di scaricare la certificazione successiva per la quale si riceve un avviso dal Ministero. «Non conosco i motivi ma due dipendenti sono stati rimandati a casa per prendere la stampa giusta del Green pass e poi ritornare al lavoro». A raccontarlo è l’imprenditore Riccardo Matteini, numero uno del Gruppo Colle che è una delle aziende più strutturate del distretto con 160 dipendenti. Con le regole non si scherza: senza il “bip” del cellulare non si entra in fabbrica. Ma al di là di questo episodio, è andato bene il debutto del Green pass al Gruppo Colle che ieri ha ricevuto due certificati medici da parte di lavoratori in malattia. Impossibile stabilire se si sia trattato di improvvise defezioni dovute al mancato possesso del pass, ma lo stesso fenomeno di aumento improvviso di certificati si è verificato anche in Alia dove in ogni caso operano 2.600 addetti. «Ma si tratta di numeri bassi – puntualizza il presidente Nicola Ciolini – Ci siamo organizzati per tempo con i protocolli dando tutte le informative necessarie al personale». Qualche rallentamento in fase di verifica c’è stato ieri mattina, anche per problemi con l’applicazione sul telefonino: soltanto per scansionare il Green pass di Ivo Vignali, decano dei rifinitori che con la rifinizione e la tintoria dà lavoro a 120 persone, ci sono voluti dieci minuti. «L’impegno è notevole perché non va controllata solo la certificazione verde del personale – ricorda il presidente del consorzio Progetto Acque – ma anche gli esterni, come le addette al controllo delle pezze e chi viene a scaricare la merce». Vietato distrarsi, insomma. Fine dei tamponi pagati a quei quattro o cinque dipendenti non vaccinati della Beste, dove il Green pass erano scattato 40 giorni prima della normativa nazionale. Per questioni di privacy il datore di lavoro non può sapere chi ottiene il pass con un tampone ogni 48 ore ma va a finire che nelle aziende tra dipendenti si parla e si sa chi ricorre al test. «Questi lavoratori si autogestiscono da sé: l’importante è che abbiano la carta verde», dicea Matteo Santi di Beste. Una curiosità viene segnalata dalla Mariplast: chi è entrato in servizio giovedì sera per il turno della notte e ha staccato la spina alle 6 di ieri mattina non ha potuto ricevere il controllo del Green pass. Non poteva essere altrimenti: la certificazione verde entrava in vigore il 15 ottobre. Intanto, aumentano le code fuori dalle farmacie dove vengono eseguiti i tamponi rapidi. Una scena simile si è vista giovedì sera fuori dalla farmacia Etrusca di via Pistoiese.

M.L.

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