Il Tirreno

Prato

a villa le terme 

Intanto il coronavirus fa un’altra vittima È un 86enne di Prato

Maria Lardara

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Prato. La buona notizia è che i nuovi contagi si mantengono bassi, la cattiva è che a causa del Covid è morto un uomo di 86 anni a Impruneta. Residente a Prato, l’anziano era ospite della casa di cura Villa Le Terme così come risulta dalla comunicazione dell’Asl Toscana Centro: nell'area pratese è la vittima numero 642 da quando è scoppiata la pandemia. Per quanto riguarda il bollettino dei nuovi positivi registrati nelle ultime 24 ore, questi sono 15 in più portando a 26.427 il totale dei casi segnalati a Prato. Situazione sotto controllo tenendo conto che in Toscana, complessivamente, i nuovi casi di positività al Covid sono stati 229, con un’età media di 45 anni circa (il 29 per cento – la percentuale più alta di positivi – ha un’età compresa tra 40 e 59 anni). Si mantiene basso anche il trend dei ricoveri: se in Toscana ne abbiamo 209 per Covid (18 in meno rispetto a mercoledì) e di questi 23 in terapia intensiva (stabili), a Prato si contano in tutto 19 posti letto occupati da pazienti malati di Covid: al momento 14 sono assistiti nell’area medica dell'ospedale Santo Stefano (su 26 letti disponibili), uno in terapia intensiva e quattro al centro Pegaso nell’ex Creaf dove i posti disponibili in tutto sono 20.

La Toscana si trova al decimo posto in Italia come numerosità di casi, con 7.775 contagi per 100.000 abitanti (la media italiana è di 7.943 ogni 100.000, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Prato con 10.321 casi per 100.000 abitanti, Pistoia con 9.295, Firenze con 8.038, la più bassa Grosseto con 5.106.

Sul fronte della campagna vaccinale così come è fotografata dal rapporto on line dell’Asl Toscana Centro, al 10 ottobre le fasce d’età 30-39 anni e 40-49 anni avevano le percentuali più basse di copertura con la seconda dose (fra il 74 e il 79 per cento) nell'area pratese. Ma ad avere il 72 per cento di seconde dosi è la popolazione fra i 60 e 69 anni: una delle più a rischio. L’83 per cento dei settantenni invece ha completato il ciclo vaccinale.



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