Attenzione
Giani: «Il Pegaso diventerà un ospedale di comunità»
Nel centro di riferimento per il trattamento con gli anticorpi monoclonali sono stati ricoverati in poco meno di un anno oltre 900 pazienti
Prato. «Il Pegaso, oggi centro di riferimento per il trattamento con gli anticorpi monoclonali dei pazienti Covid, a fine pandemia diventerà ospedale di comunità, una struttura a metà strada tra la cura domiciliare e il ricovero ospedaliero. Sarà qui che sperimenteremo uno degli elementi portanti della riforma sanitaria su cui sta lavorando il Ministro Speranza». A dirlo il presidente della Regione, Eugenio Giani, ieri a Prato, per l’inaugurazione della quarta tappa della mostra itinerante sulla storia dei vaccini, un percorso attraverso i secoli rappresentato in 24 pannelli, che raccontano la battaglia dell’uomo contro virus e malattie, ma anche l’impegno di scienziati e medici, che grazie alle loro scoperte hanno salvato migliaia di vite.
«L’ex Creaf è il simbolo della lotta alla pandemia – ha aggiunto Giani – della nostra capacità di reazione e resistenza all’avanzata del virus. Oggi la Toscana è la prima Regione in Italia per estensione della vaccinazione alla popolazione con i suoi tre milioni di prime dosi somministrate a fronte di quasi 3milioni e 700mila abitanti. Ringrazio la rete straordinaria dei vaccinatori che abbiamo in Toscana e gli ideatori di questa mostra, che ci aiuta a non dimenticare l’importanza sociale e sanitaria delle scoperte della scienza e della ricerca».
«La cultura sui vaccini – ha poi aggiunto il presidente di Fondazione Santa Maria Nuova, Giancarlo Landini – è fondamentale. È importante che la gente sappia cosa si sta facendo: c'è una storia di grandi successi con i vaccini, non va dimenticato. Il successo della campagna vaccinale contro il Covid è fuori discussione, è bene che tutti siano coscienti del nostro passato e che ci si confronti con i fatti. Noi vogliamo parlare alla gente, all'uomo razionale, il quale vede quello che è stato fatto e ciò che ancora si può fare grazie ai vaccini».
L’Asl ha poi fornito alcuni dati su ricoveri e trattamenti con monoclonali. Dal 16 dicembre 2020 al Centro Covid Pegaso sono stati ricoverati oltre 900 pazienti indirizzati dall’ospedale “Santo Stefano” di Prato e dagli ospedali della rete aziendale. Sono stati trattati pazienti in ossigeno-terapia ad alti flussi. Settantadue pazienti hanno effettuato il trattamento con monoclonali anti-proteina Spike in day hospital. Sono state effettuate infusioni di immunoglobuline (per immunodeficit) e di ferro in pazienti (provenienti da albergo sanitario o dal proprio domicilio) con tampone positivo per Sars-Cov2 per i quali non è seguito ricovero.
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