Sicurezza
Pestaggio al picchetto Arriva la prima denuncia per lesioni
La Digos ha depositato in Procura un’informativa sui fatti Altre cinque o sei persone sono in fase di identificazione
prato. È scattata la prima denuncia per lesioni aggravate dopo il pestaggio dei manifestanti che lunedì pomeriggio avevano dato vita a un presidio davanti al magazzino del pronto moda Dreamland di via Luigi Galvani, al Macrolotto, e che sono stati picchiati da un gruppo di una decina di cinesi. Ieri la Digos della polizia ha depositato una prima informativa sulla scrivania del sostituto procuratore Massimo Petrocchi e c’è il primo identificato nel gruppo di picchiatori. Altri cinque o sei sarebbero in fase di identificazione.
Intanto, curiosamente, a due giorni dai fatti arriva una valanga di reazioni, tutte dai parlamentari del Movimento 5 Stelle. «Lascia sgomenti quanto avvenuto due giorni fa a Prato, dove dieci operai della Dreamland sono stati pestati con mazze da baseball mentre protestavano per dire no a ogni forma di sfruttamento» dice il vicepresidente della commissione di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia e capogruppo del MoVimento 5 Stelle in commissione Lavoro del Senato, Iunio Valerio Romano. In realtà c’era un solo operaio della Dreamland, gli altri erano sindacalisti e simpatizzanti Si Cobas. «È assolutamente intollerabile la brutale violenza da parte di picchiatori cinesi armati di mazze e bastoni contro gli operai pachistani in sciopero a Prato, che protestavano contro le condizioni di sfruttamento all’interno dell’azienda tessile Dreamland a conduzione cinese» dice il senatore Gianluca Ferrara, vicecapogruppo M5S in Senato. E ancora.
«Aggredire manifestanti nel pieno diritto di sciopero è un reato, e sicuramente verrà perseguito, ma da Prato si evince una situazione di illegalità diffusa basata su sfruttamento, ricatto occupazionale, mancanza di diritti base e, ora, anche sulla violenza. Ciò non è più tollerabile» dice Riccardo Ricciardi, deputato del M5S e vicecapogruppo del M5S alla Camera. «Da parte nostra – aggiungono i consiglieri comunali Carmine Maioriello e Silvia La Vita – come sempre va il sostegno agli operai, non solo a quelli aggrediti ma anche a coloro che hanno il coraggio di continuare a scioperare per i loro diritti. Da anni con il nostro lavoro denunciamo una situazione ormai fuori controllo all’interno del distretto, e che merita un intervento delle istituzioni a livello nazionale».
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