Finanza
La ditta inesistente aveva assunto 90 operai
prato. Risale a quasi cinque anni fa l’ispezione della polizia municipale che scoprì la prima ditta fantasma, la confezione Qiu Jianming. Era il 4 gennaio 2017 e i vigili andarono a controllare un’azienda che risultava avere 48 dipendenti. Il titolare irreperibile dall’anno prima e all’indirizzo indicato non c’era nessuna confezione. Qiu Jianming fu poi trovato a lavorare in un’altra confezione. Il suo era semplicemente un nome usato per creare una società che continuò ad “assumere” anche dopo l’inizio delle indagini, fino a 90 dipendenti. Tutti fasulli. L’indagine ha accertato che Qiu (e anche sua moglie) aveva ceduto il suo nome in cambio di soldi, insomma era uno dei tanti prestanome. Dicendo di lavorare nella sua confezione, decine di cinesi hanno rinnovato il permesso di soggiorno. Contano sul fatto che l’ufficio immigrazione della Questura non è in grado di verificare quanto dichiarato dai professionisti che assistono i cinesi e fa solo una verifica sui documenti.
«Prato combatte quotidianamente ogni forma di illegalità, operazioni come quella di oggi ne sono una prova concreta – ha commentato il sindaco Matteo Biffoni – Ringrazio la Guardia di Finanza e la Procura della Repubblica e mi complimento per questo importante risultato. Un’operazione possibile grazie a mesi di lavoro, numerose perquisizioni e l’impiego di centinaia di militari. Questo dimostra ancora una volta la grande capacità di reazione da parte del territorio, ma la necessità di avere forze adeguate per poter operare».
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