Sicurezza
Falsi contadini e domestici al lavoro nelle confezioni
I carabinieri sospendono l’attività di nove aziende cinesi che impiegavano operai in attesa del permesso di soggiorno. Gli “emersi” arrivano da tutta Italia
prato. Nella prima settimana di ottobre i carabinieri hanno chiuso ben nove confezioni a conduzione cinese contestando lo sfruttamento della manodopera clandestina e altre irregolarità, con sanzioni per complessivi 165.000 euro. Lo rende noto il Comando provinciale. Un imprenditore cinese di 53 anni è stato arrestato e altri nove sono stati denunciati. Oltre allo sfruttamento della manodopera clandestina, si ipotizza la violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e l’installazione di impianti di videosorveglianza non autorizzati.
Ben 35 (su un totale di 52 irregolari) sono gli operai senza di permesso di soggiorno (clandestini sul territorio nazionale o destinatari di un’istanza di emersione per lavoratori stranieri per lavoro domestico o agricolo) trovati a lavorare nelle ditte controllate. E proprio i cosiddetti “emersi” rappresentano la peculiarità attuale del fenomeno dello sfruttamento di manodopera irregolare nel distretto parallelo cinese: costituiscono un enorme serbatoio di manodopera a basso costo per gli imprenditori che basano la loro attività sull’irregolarità della loro forza lavoro. Per questi lavoratori – che da circa un anno provengono da tutta Italia, e che nelle more del procedimento di definizione della loro pratica di emersione sono autorizzati a soggiornare sul territorio dello stato italiano – Prato rappresenta infatti una terra promessa dove trovare agevolmente occupazione e alloggio per sostentarsi, in attesa di ricevere, eventualmente, il permesso di soggiorno.
Anche la polizia municipale di Montemurlo controllato una confezione cinese nella zona di Oste. Nella confezione erano a lavoro alle taglia e cuci sei operai cinesi, di cui quattro senza permesso di soggiorno. All’interno dell’azienda, rappresentata legalmente da un cittadino cinese di 66 anni residente a Prato ma condotta dal figlio di 32 anni di Montemurlo, la polizia municipale ha rilevato numerosi abusi edilizi e irregolarità legate alla sicurezza nei luoghi di lavoro, nonché criticità riguardo alla regolarità contributiva degli operai.
Gli agenti hanno trovato poi tre diversi dormitori, due al pian terreno, realizzati con pannelli in legno e cartongesso e uno ricavato su un soppalco abusivo per un totale di otto posti letto (circa 60 metri quadri) . I “loculi dormitorio” erano privi di aperture verso l’esterno ed erano dotati di letti e armadi contenenti vestiario, arredi e computer. Il titolare della confezione è stato denunciato penalmente per aver realizzato i dormitori abusivi, il soppalco, il resede e per il cambio di destinazione d’uso dell’immobile da produttivo ad abitativo. Inoltre, per lui è scattata anche la denuncia alla Procura della Repubblica di Prato per aver impiegato manodopera priva del permesso di soggiorno.
«Proprio sabato abbiamo celebrato la Giornata nazionale in ricordo delle vittime sui luoghi di lavoro – ha commentato il sindaco Simone Calamai – ed è veramente inaccettabile sapere che la sicurezza, la salute e i diritti dei lavoratori vengano ancor oggi calpestati in questo modo da parte di imprenditori senza scrupoli».
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