Il dolore
Il circolo Arci della Querce ha spento cento candeline Una mostra per ricordare
Le foto raccontano i momenti più belli della Casa del popolo, dalla visita di Gino Bartali all’elezione della miss e del bambino più bello
Il circolo Arci “I Risorti” della Querce ha spento 100 candeline. È passato un secolo infatti da quando nel 1921, dopo la grande guerra, l’edificio di via Firenze fu costruito dalle mani dei volontari per dare alla comunità della frazione un luogo dove ritrovarsi (anche se un’embrionale forma del circolo esisteva già dal 1912, di fronte allo stabile attuale).
La ricorrenza è stata celebrata venerdì e sabato con due giorni di eventi, tra cui una cena a cui hanno partecipato il sindaco Matteo Biffoni e Michael Lang, sindaco di Wangen im Allgäu, città gemellata con Prato.
Per l’occasione, i volontari hanno allestito nei locali del circolo una mostra fotografica che ripercorre la sua storia: una cinquantina di scatti che raccontano l’evoluzione del paese e i momenti più belli vissuti alla Casa del Popolo. Come quando negli anni ’50 Gino Bartali si fermò in visita, o quando poco dopo venivano eletti la miss e il bambino più bello della frazione, quando al circolo si recitava, si giocava a calcio, pallavolo, bocce e chi più ne ha più ne metta, o quando negli anni ’40 la cooperativa di consumo sfornava il pane caldo per tutti.
C’è anche una rara foto della ciminiera della vecchia cementizia (danneggiata durante la guerra e mai più ripristinata) in funzione e il ricordo di quando a Guido Pacini, socio del circolo, fu riconosciuto il merito di aver “salvato” la prima tessera del Partito comunista, nascosta in un muro durante il fascismo.
La realizzazione della mostra si deve in particolare al paziente lavoro di Fabio Faggi, appassionato di fotografia e volontario del circolo da sempre, che negli anni ha raccolto numerosi scatti.
«Sono circa 3.500 – racconta Faggi – Alcuni li avevamo al circolo e li ho conservati, altri li ha raccolti da gente del paese. Nel periodo del lockdown li ho digitalizzati tutti, perché avevo paura si rovinassero». L’idea è quella di portare avanti il lavoro e creare un vero e proprio archivio fotografico de La Querce.
«Chi ha delle vecchie foto che ritraggono il paese o il circolo ci contatti» è l’appello lanciato da Faggi. Il primo secolo di storia del circolo, oltre che in immagini, è stato fissato anche con le parole, grazie al libro scritto da Faggi e Francesco Lazio per la ricorrenza: “I nostri primi 100 anni – Frammenti di vita paesana”.
«È nato tutto per gioco – racconta Lazio – Dentro ci sono storie e aneddoti vissuti da noi o raccontatici dalle persone più anziane, che adesso non ci sono più, e la raccolta di 300 soprannomi di paesani con il corrispondente nome di battesimo, oltre a una selezione di foto». Il libro è disponibile al circolo.
«L’augurio che faccio al circolo è che tra altri 100 anni ci sia ancora qualcuno che lo mandi avanti e che resti il fulcro del paese – afferma Giovanni Lazio, presidente de “I Risorti” – Per questo spero che i giovani ricomincino a frequentarlo, come ho fatto io da ragazzo. Affinché i valori che porta avanti non vengano dimenticati e qualcuno tra un secolo possa ricordare quello che è stato fatto fino ad oggi, come abbiamo fatto noi con quelli che ci hanno preceduto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
