Sicurezza
Ribaltone al Pecci, cacciata la direttrice Cristiana Perrella
All’origine della decisione del Cda potrebbe esserci la volontà della manager di chiudere per 40 giorni il museo dopo che la Regione aveva tagliato i fondi
Cristiana Perrella non è più la direttrice del Centro Pecci. Ieri sera il consiglio di amministrazione della Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana ha deciso di revocarle l’incarico di direttore generale, «in linea – si legge in una stringata nota del museo – con quanto previsto dal contratto siglato da entrambe le parti il 16 febbraio 2021».
«Il Consiglio – prosegue la nota – ringrazia la dottoressa Perrella per il suo impegno e il lavoro svolto in questi anni alla direzione del Centro Pecci e le fa i migliori auguri per la sua futura attività professionale. Il Consiglio comunica inoltre di aver avviato una procedura di selezione per nominare il nuovo direttore, che è prevista concludersi entro la fine di quest’anno. La nuova direzione avrà il compito di rilanciare l’attività del Centro Pecci come punto di riferimento dell’arte contemporanea in Italia». Così recita il comunicato del Cda, stilato al termine di una riunione on line convocata solo in mattinata, nonostante la direttrice Perrella fosse presente al museo.
Sui motivi di questa decisione, pesa molto il contrasto venutosi a creare fra la direttrice e il Cda, alla notizia che la Regione ha deciso di tagliare 200mila euro, il 25% del contributo annuo, con Perrella che voleva chiudere il museo per 40 giorni per dare un segnale forte, mentre il Cda ha deciso di restare aperto, chiedendo altri 100mila euro al Comune di Prato. Purtroppo inspiegabilmente dopo quasi due anni dall'insediamento del muovo Cda, la Regione non ha ancora provveduto a nominare i suoi rappresentanti nel consiglio. Ma questo è stato solo il culmine di un rapporto mai sereno fra un Cda che doveva rapportarsi con una direttrice che non aveva nominato e a cui aveva rinnovato l'incarico, quasi costretto, per il periodo di pandemia, con determinate clausole rescissorie che poi ha adottato per il licenziamento in tronco. Sembra che il consiglio auspicasse che fosse la direttrice a rassegnare le dimissioni magari motivandole per motivi personali, ma Perrella ha tirato dritto, forte dei riconoscimenti per la sua attività, come la recente nomina nel Comitato scientifico della Collezione della Farnesina e inserita fra i 100 Top Player, ovvero i 100 protagonisti più attivi dell'arte contemporanea dal Giornale dell'arte. La revoca dell’incarico, in scadenza nel 2024, sarebbe legata, secondo quanto fatto trapelare dal consiglio, al «mancato raggiungimento di alcuni obbiettivi prestabiliti», ma sarà interessante conoscere in dettaglio questi obbiettivi, da raggiungere in un periodo non certo di normale operatività per un museo di arte contemporanea, tra l'altro sempre alle prese con problemi di bilancio, senza mai poter usufruire di sponsorizzazioni private. E a fine mese se ne va anche la direttrice amministrativa, usufruendo di un prepensionamento concordato con il Cda.
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