Il dolore
Accoltellò il rivale Condannto a due anni
PRATO. Dopo due anni è arrivata la sentenza per un quarantenne di origine cinese che aveva inferto una coltellata al rivale d'amore.
L’uomo, ancora agli arresti domiciliari, difeso dall'avvocato Antonino Denaro, è stato condannato a due anni e due mesi di reclusione dal Tribunale di Prato che ha riqualificato l’accusa originaria di tentato omicidio in lesioni aggravate dall’uso dell’arma. La vittima, anche lui cinese di 35 anni, finì all'ospedale con una profonda ferita sotto un'ascella; fu sottoposto a un difficile intervento chirurgico e costretto a un lungo ricovero.
Nel corso del dibattimento molto spazio è stato dato ai consulenti del pubblico ministero (titolare dell'inchiesta era Valentina Cosci, presente in aula ieri Laura Canovai) e della difesa: il primo ha concluso che il colpo inferto con una lama di venti centimetri, come in questo caso, assestato sotto un'ascella, era idoneo a provocare la morte; il secondo, invece, ha spiegato che il coltello fu usato di striscio e non di punta, a dimostrazione che non c’era la chiara volontà di uccidere.
Il tribunale ha recepito quest'ultima consulenza come la più convincente e questo ha prodotto un alleggerimento della posizione dell'imputato che alla fine è stato chiamato a rispondere di lesioni aggravate.
Vezio Trifoni
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