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Prato

il caso 

S. Fabiano, il cantiere potrebbe ripartire

Alessandro Formichella
S. Fabiano, il cantiere potrebbe ripartire

Controlli dei carabinieri nell’area diventata luogo di spaccio E c’è il nodo dei lavori di restauro delle vecchie mura

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prato. Dopo la protesta dei giorni scorsi dei residenti di via San Fabiano per il cantiere fermo dal 2012, mercoledì mattina un paio di pattuglie della Compagnia dei carabinieri hanno fatto un controllo nell’area per verificare le segnalazioni di spaccio.

Eppure l’ecomostro di via San Fabiano potrebbe diventare un bel “principe azzurro”. Se il cantiere, fermo da nove anni, ripartisse in tempi brevi realizzando i 10 appartamenti previsti con vista sulle mura della città e ben 100 garage auto, di cui 80 da mettere sul mercato. Dopo il fallimento dell’azienda costruttrice avvenuto anni fa l’attesa adesso è per la ripartenza dei lavori con la nuova azienda acquirente. Il nuovo proprietario è la Di Paola costruzioni. Per ora, però, si parla ancora di futuro. «Da gennaio 2021 le pratiche edilizie sono ripartite da zero. Era tutto decaduto – spiega l’assessore all’edilizia privata, Valerio Barberis – Sto chiedendo di velocizzare le pratiche e sono state richieste delle integrazioni». Di tutto il complesso e area circostante, una buona parte sarà realizzata come garage con diritto di prelazione per i residenti. «Se dovessimo ripartire con i lavori entro la fine del 2021, in 9 mesi l’edificio sarebbe concluso e pronto per vendita e consegne» conferma l’architetto Nicola Ricchiuti, che segue i lavori. «La Di Paola costruzioni sta prendendo di fatto in gestione l’area solo adesso» prosegue Ricchiuti. Resta il fatto che i residenti di via San Fabiano lamentano il degrado della zona e i carabinieri tengono d’occhio la situazione. Poi, spunta un altro intoppo. Secondo il piano operativo e i permessi di costruzione adottati già prima del 2012, una parte delle mura della città vicine al fabbricato dovranno essere restaurate dall’azienda costruttrice. Tutto questo in seguito all’abbattimento, anni fa, di vecchie costruzioni attaccate alle mura. «Con il fallimento della precedente azienda costruttrice si è tutto bloccato con la Sovrintendenza ai beni artistici. La documentazione è stata di nuovo presentata, ma nel frattempo, in tutti questi anni, è cambiato anche il funzionario competente» spiega il progettista dell’edificio. Una storia che sta esasperando chi vive in questa parte del centro storico di Prato. Intanto, il consigliere comunale d’opposizione Tommaso Cocci lunedì ha presentato un’interrogazione al sindaco Matteo Biffoni. «La Di Paola costruzioni non vede l’ora di partire con i lavori» dice Ricchiuti.

Alessandro Formichella

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