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Prato

la vertenza 

Il Si Cobas al sindaco: «Ora ci aspettiamo le scuse ai lavoratori»

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prato. «Dal sindaco Biffoni ci aspettiamo che chieda scusa ai lavoratori della Texprint e ripensi a che senso può avere l’equidistanza in questo caso. Quando c’è disparità di forze, l’equidistanza significa stare dalla parte del più forte». Lo ha detto il sindacalista Luca Toscano del Si Cobas all’indomani della sentenza con la quale il giudice del lavoro Cristina Mancini ha depositato un’ordinanza che giudica illegittimo il licenziamento di Mohammad Afzaal da parte della stamperia Texprint di via Sabadell, con la quale il Si Cobas ha ingaggiato da gennaio una dura vertenza sindacale inasprita dal licenziamento di 13 dipendenti, in maggioranza pachistani.

«È stata una vittoria importante – ha detto Toscano – si è fatto di tutto per dipingerle i lavoratori come delinquenti. Il giudice dice che l’azienda ha inventato fatti o contestato fatti senza rilievo disciplinare. Ora si apre la prospettiva di una vittoria complessiva». Il sindacato ha impugnato anche gli altri licenziamenti e attende l’esito della causa.

Insieme a Toscano, nella sede di via Ferrara, erano presenti gli avvocati Lorenzo Nannipieri e Letizia Bertolucci che hanno assistito il sindacato nella causa di lavoro e hanno spiegato che l’ordinanza cautelare di solito anticipa il giudizio di merito, anche se non c’è un automatismo.

«Il giudice ha esaminato anche gli atti del fascicolo penale – ha detto Letizia Bertolucci – concludendo che negli atti non ci sono fatti così gravi nemmeno dal punto di vista disciplinare».

«Come nel caso Gkn – ha detto Toscano – arrivano prima i tribunali della politica. Stiamo ancora aspettando dall’Ispettorato del lavoro l’esito degli accertamenti sulle nostre denunce di sfruttamento. La politica ha l’ultima occasione di non arrivare a tempo scaduto».

La Texprint però non arretra e la vede in maniera diametralmente opposta. «Il giudice – si legge in una nota inviata dall’azienda ha precisato nel proprio provvedimento la sussistenza di condotte particolarmente violente con riferimento alla collettività dei manifestanti, confermando le denunce presentate da Texprint in questi mesi.

Texprint impugnerà tempestivamente questa decisione e continuerà a denunciare in Procura chi, come i manifestanti Si Cobas, commette reati di violenza privata, danneggiamento doloso, diffamazione e calunnia.

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