Sicurezza
Tre giorni per conoscere la Cina Ce lo spiega anche Marcello Lippi
L’ex ct della Nazionale sarà ospite del festival “Seta”, da domani a domenica al Museo del Tessuto
Li vedi spuntare sui muri e sui marciapiedi. Ormai non ci fa caso più nessuno, tanto sono diventati il tratto distintivo di un pezzo di città nella città. E se un giorno sparissero gli adesivi con gli annunci sulle prostitute dalla Chinatown? Ci proveranno sabato mattina quelli del collettivo Wuhu, organizzatori di una passeggiata urbana per le strade di via Filzi e via Pistoiese nell’ambito del festival “Seta. Dialoghi sulla Cina contemporanea”. Adesivo scaccia adesivo: muovendosi a piedi, in quel crocevia di culture e immigrazione che è il vecchio Macrolotto zero, i partecipanti “inonderanno” tutto il percorso con pioggia di messaggini positivi. In un viaggio di tre ore che già registra il quasi tutto esaurito sarà possibile ascoltare le testimonianze e le storie dei cittadini di origine cinese che vivono la loro città “parallela” sul filo di ricordi e memorie.
Passato, presente e futuro s’intrecciano nella tre giorni del festival ideato e curato da Matteo Burioni (associazione Orientiamoci in Cina), Roberto Pecorale, Gianni Bianchi e Patrizia Scotto Di Santolo. Pianeta Cina sotto la lente d’ingrandimento nella città che ospita una delle comunità orientali più grandi d’Europa, da domani fino a domenica.
L’ingresso a tutti gli appuntamenti è libero con Green pass e prenotazione dai siti www.festivalseta.com o www.eventbrite.it.
Le novità. L’edizione numero due di “Seta” si arricchisce di un giorno in più. Si potrà volare nel Celeste Impero rimanendo a Prato, negli spazi del museo del Tessuto. Parole d’ordine: conoscere per capire meglio la Cina, che non è solo quella dietro casa nostra. «Quest’anno affronteremo tematiche nuove, come le nuove tecnologie, lo sport e l’arte contemporanea», spiega Burioni. Si parte dalle conferenze sul Cai (comprensive agreement on investment) sul nuovo corso delle relazioni fra Unione Europea e Cina (1° ottobre, dalle 10.30 alle 12. 30) con ospiti come l’ambasciatore Alberto Bradanini (presidente del centro studi sulla Cina contemporanea) e l’economista Alberto Rossi. A far scoprire la Cina post-Covid nell’incontro dalle 14.30 alle 16.30 saranno nomi come Michelangelo Cocco, analista politico del centro studi della Cina contemporanea. A confronto esperti italiani e cinesi di Big Data, come il presidente dell’associazione italiana intelligenza artificiale Piero Poccianti (2 ottobre, dalle 14.30 alle 16.30).
Effetto pandemia. Non mancherà un focus sulla sinofobia contro le comunità cinesi in tutto l’Occidente (2 ottobre, dalle 17 alle 18) con interventi della scrittrice Lala Hu, Valentina Pedone, Federico Picerni e Roberto Pecorale che insegna lingua e letteratura cinese al Convitto Cicognini (dove sarà presente l’installazione “The Gate” di Ka Long Wong fino al 7 ottobre). Proprio il sinologo Pecorale ha portato avanti con i suoi alunni di terza un’indagine sulla sinofobia insieme al collettivo China Files: su 500 persone intervistare, una piccola percentuale ha assistito a un aumento di fenomeni di discriminazione e pregiudizi accentuati dal Covid. Lavoro ed economia al tempo del coronavirus sono i temi al centro della conferenza di domenica dalle 10.30 alle 11.30 con il patron della Beste Giovanni Santi. Seguirà un approfondimento sul marketing interculturale con Ilaria Mundula.
Da mister Lippi all’arte. Tra gli appuntamenti da non perdere, quello con l’ex commissario tecnico Marcello Lippi che ha allenato per otto anni in Cina (3 ottobre alle 10.30). Intervistato da Piero Ceccatelli ed Enrico Salvadori, il campione del mondo proverà a dare qualche consiglio per far innamorare di calcio i giovani sino-pratesi. Largo alla scoperta delle arti marziali nel pomeriggio di domenica ma anche l’arte è una new entry di “Seta” con la mostra Idem/Alter curata da Silvia Vannacci e con il progetto di Missive Selvatiche.
Biffoni: “Evento fisso”. Il festival vede il sostegno dell’assessorato alla cultura e alla cittadinanza. Il primo cittadino di Prato punta a farne un appuntamento fisso: «Conoscere quello che succede nella terra madre dei nostri immigrati è fondamentale per capire meglio certe dinamiche locali».
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