Attenzione
Covid, due terzi dei ricoverati sono stranieri
La percentuale tripla rispetto ai residenti spiega anche perché Prato sia da settimane tra le province col contagio più alto
Nel giorno in cui arriva la notizia della vittima 620 a causa del Covid in provincia di Prato (e 49 contagiati), ne arriva anche un’altra forse più importante perché spiega come mai la provincia sia da giorni in testa alle classifiche regionali e spesso anche italiane per quanto riguarda l’incidenza dei contagiati in rapporto alla popolazione.
Il 68% dei ricoverati nell’area Covid dell’ospedale Santo Stefano sono cittadini stranieri. Anche in quella che viene riconosciuta come la capitale italiana dell’immigrazione si tratta di una percentuale stratosferica, più di tre volte superiore alla perccentuale di cittadini stranieri che risultano residenti in provincia.
C’è più di un motivo per spiegare questa anomalia. Una parte degli stranieri hanno avuto oggettive difficoltà a vaccinarsi perché sono privi di documenti, oppure anche della sola tessera sanitaria; altri evidentemente hanno ancora, a distanza di oltre vent’anni dal boom dell’immigrazione, oggettive difficoltà a parlare o comprendere l’italiano; altri, come una parte degli italiani, diffidano del vaccino. Ecco perché dall’inizio di settembre, quando è stato introdotto l’accesso libero ai centri vaccinali, si sono formate code in gran parte composte da cinesi. Che però non potevano non sapere. Anzi, durante la prima ondata della pandemia, sono stati più veloci degli italiani a chiudersi in casa. Poi deve essere successo qualcosa che ha inceppato il meccanismo virtuoso. Primo: molti di loro non si sono sottoposti al tampone. Secondo: molti di loro non si sono vaccinati e ora cercano di recuperare il tempo perduto.
Basta fare un giro per Chinatown e lo stato d’animo salta immediatamente all’occhio: non si trova un cinese senza mascherina, mentre nel resto della città la maggioranza degli italiani passeggia senza protezione.
In altre parole, nel febbraio 2020 i cinesi di Prato si sono chiusi in casa per paura delle notizie che arrivavano dalla Cina; nel settembre 2021 si sono rimessi tutti la mascherina per paura delle notizie che arrivano dall’ospedale Santo Stefano, dove sono ricoverati molti loro connazionali.
Capitolo a parte, i no vax. Il 75% dei ricoverati nell’area Covid non sono vaccinati, una percentuale che sale al 95% tra i pazienti ricoverati in Terapia intensiva. Alcuni ci ripensano in ospedale, ma ormai è troppo tardi.
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