La protesta
È stata una festa dimezzata Spettacolo affascinante e tanti posti vuoti in piazza
Erano disponibili mille posti, ma la gente ha risposto solo in parte all’invito Due valletti comunali finiscono all’ospedale per il fumo di Lumen Invoco
prato. Il ritorno della gente in piazza Duomo per la festa della Madonna della Fiera ha fatto dimenticare per una sera la rinuncia, per il secondo anno consecutivo al tradizionale Corteggio storico, causa pandemia Covid.
Ma la piazza, che teoricamente doveva essere esaurita, in realtà non lo era. C’erano molti posti vuoti. Qualcuno evidentemente ha preferito la Nazionale, altri magari non avevano il Green pass. Chi c’era però è stato ripagato dallo spettacolo messo in scena.
A cominciare dagli alfieri e musici della Valmarina, per continuare con l’ensemble “Terzo tempo” e l’esibizione della soprano Luisa Berterame fino al suggestivo spettacolo di Lumen Invoco, prima del monologo dell’attore Gioganni Scifoni sull’Assunzione e sull’apostolo Tommaso che riceve la Sacra Cintola.
Scifoni prima di esibirsi si è detto affascinato dalla città di Prato, dove conta di tornare al più presto (sta girando la fiction “Doc” e stamattina sarà già a Roma).
L’unico momento critico della festa è stato quando due valletti del Comune sono stati costretti a ricorrere alle cure dell’ambulanza e sono stati portati in ospedale: durante lo spettacolo di Lumen Invoco il vento ha portato il fumo nella loro direzione e sono rimasti leggermente intossicati.
La giornata era iniziata con la tradizionale cerimonia dell’offerta dei ceri da parte del Comune e il Pontificale in Duomo.
Quello di ieri è stato il secondo 8 settembre celebrato durante la pandemia, che lo scorso anno impedì del tutto la partecipazione dei cittadini alla manifestazione serale in piazza Duomo, mentre ieri sera è stato possibile accedere in piazza Duomo, anche se a numero chiuso e su prenotazione.
Durante il Pontificale il sindaco Matteo Biffoni, con le altre istituzioni presenti, ha ricevuto dal vescovo Giovanni Nerbini la lettera aperta alla città. «Lo considero un dono, uno stimolo, un invito su cui lavorare in un periodo difficile come quello che ci aspetta e che tutta la Città affronterà come una sfida vera – ha sottolineato il sindaco – Abbiamo affrontato mesi durissimi e tutt’ora lo stiamo facendo, ma probabilmente la questione sociale avrà uno sviluppo ulteriore nei prossimi mesi, con le difficoltà legate all’occupazione».
Dopo la cerimonia religiosa nel Salone consiliare del Comune è avvenuta la consegna del Gigliato d’argento a Maria Petrà, presidente della sezione femminile della Misercordia, Pompeo Taurasi, storico volontario della Pubblica Assistenza e alla memoria dello scrittore e giornalista pratese Franco Riccomini.
«Lo scorso anno abbiamo consegnato questo encomio a chi aveva provato a costruire un argine davanti alla bufera della pandemia che ci ha travolto – ha ricordato Biffoni – Ora che la bufera nella sua forma più acuta sta passando dobbiamo affrontare i danni che ci ha lasciato. Dobbiamo essere consapevoli dello stravolgimento sociale, economico e anche culturale che deriva dalla pandemia e di quanto siano necessari la passione e l’impegno di tutti per affrontare la ripresa. Franco, Maria e Pompeo, ciascuno nel proprio ruolo, sono tre esempi di persone che hanno messo impegno e passione a disposizione della comunità, un valore che ciascuno può e deve portare avanti nel proprio ruolo. Tocca a ciascuno di noi, per guardare avanti, per la nostra città».
Azelio Biagioni
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