Sicurezza
Nerbini: «Salvare il lavoro, non la rendita»
Il vescovo scrive ai pratesi e invoca uno scatto della politica per contrastare le conseguenze della pandemia Covid
prato. Salvare il lavoro, non la rendita. È questo uno dei passaggi più significativi nella lettera che il vescovo Gastone Nerbini ha inviato alla città in occasione della festa dell’8 settembre. Una lettera molto lunga e piena di riferimenti dottrinali, ma nella quale a un certo punto irrompe la realtà della crisi economica provocata dalla pandemia Covid. «È la sapienza – scrive monsignor Nerbini – che ci consente di dire che è male pensare di uscire dalla crisi salvando la rendita – uno dei virus della Prato degli ultimi decenni – anziché il lavoro e con esso le donne e gli uomini. È la sapienza che ci fa riconoscere il bene negli sforzi di restituire alla loro funzione sociale l’iniziativa privata e l’azione di sindacati, associazioni di categoria, forze politiche e culturali».
Nerbini ricorda anche le parole pronunciate il 19 marzo 2020 davanti a una piazza Duomo deserta e le ritiene ancora valide: «Una nuova città dove la politica, quella con la P maiuscola, prevalga sulla finanza, dove il bene comune sappia comporre i pur legittimi interessi particolari, dove la legge prevalga sull’illegalità e lo sfruttamento, dove italiani e cinesi – senza dimenticare le altre etnie – sappiano dar vita insieme a nuove opportunità economiche e di lavoro, dove tutte le principali componenti lascino da parte le proprie visioni particolari e sappiano disegnare insieme un nuovo volto della città, perché – come ci dice l’emergenza del Coronavirus – solo insieme potremo salvarci».
Ecco il programma dell’8 settembre.
Alle 10. 30 il Solenne Pontificale in cattedrale e l’omaggio dei ceri alla Sacra Cintola. Dalle 11 alle 12 in piazza delle Carceri una visita didattica per le famiglie grazie alla quale si potrà apprezzare in modo “differente” il Castello dell’Imperatore e i suoi dettagli. Dalle 15. 30 alle 19. 30 a cura di Terra di Prato saranno allestiti dei banchi didattici che rappresenteranno alcuni spaccati della vita quotidiana nel XIII secolo, con tessitura, accensione del fuoco, scrittura, tiro con l’arco e balestra, armi e armature e giochi per bambini. A partire dalle 17 l’esibizione di gruppi storici e sbandieratori. Tutte le attività si svolgeranno nel pieno rispetto delle norme anti Covid ed è obbligatorio il Green pass. A mezzogiorno in Comune la consegna del Gigliato d’argento a Maria Petrà, presidente della Sezione Femminile della Misercordia di Prato, Pompeo Taurasi, storico volontario della Pubblica Assistenza L’Avvenire di Prato e alla memoria dello scrittore e giornalista pratese Franco Riccomini. In piazza del Duomo (capienza mille persone) via alla musica e agli spettacoli dal vivo alle 20.30 con l’ensemble Terzo Tempo e il soprano Luisa Berterame. Poi lo spettacolo di fuoco e luci dei Lumen Invoco, il monologo teatrale dell’attore Giovanni Scifoni e gli sbandieratori. Alle 22.30 l’Ostensione del Sacro Cingolo mariano e al termine l’Ave Maria di Schubert cantata dal soprano Luisa Berterame che chiuderà il Corteggio Storico 2021.
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