Il dolore
La risposta del sindaco «Non c’è libertà se c’è odio e violenza»
prato. Ormai è muro contro muro tra gli operai Texprint organizzati dal Si Cobas e il sindaco Matteo Biffoni, che da tempo sostiene che il sindacato non faccia gli interessi dei lavoratori e anche ieri, dopo averlo fatto su Facebook, è tornato a parlare a distanza ai lavoratori che stavano manifestando in piazza delle Carceri. Lo ha fatto intervenendo al consiglio comunale straordinario di Figline in occasione del 77° anniversario della Liberazione di Prato.
«Oggi, dentro la cornice costituzionale possiamo prendere la rincorsa per ricostruire il Paese – ha detto Biffoni – Una sfida che noi dobbiamo correre, perché viviamo ancora senza la libertà completa dobbiamo ancora uscire da questo periodo complicato. Il nostro percorso deve basarsi sulla Costituzione. E quando per esempio noi tuteliamo il mondo del lavoro in un contesto complicato – voglio ricordare che il tessile è l'unico settore nel quale è stato prorogato il blocco licenziamento –, lo dobbiamo fare con gli strumenti della Costituzione nel rispetto delle regole, dentro quella cornice dei valori democratici, altrimenti il rischio è la prevaricazione del più prepotente, non il sostegno del più debole; vince chi urla di più e chi espone i più deboli o chi rispetta le regole per tutelare i più deboli? Esporre i più deboli, esporli al pericolo, non tutelarli con gli strumenti che ci dà la Costituzione rischia di rompere un meccanismo in un percorso delicato, in un contesto economico che è e sarà molto complesso nei prossimi mesi. La condivisione ci deve essere, ma solo in un parametro in cui sono rispettate le regole da parte di tutti. Non c'è libertà se c'è odio e violenza, non c'è libertà se c'è prevaricazione».
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