Il Tirreno

Prato

IL CASO 

Una paziente oncologica in ansia da 42 giorni

Maria Lardara PRATO.
Una paziente oncologica in ansia da 42 giorni

Non è ancora arrivato l’esito dell’esame istologico necessario per iniziare le cure al seno, ma il cancro non va in vacanza

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L’estate l’ha trascorsa col fiato sospeso. Una dolorosa conta del tempo, ben sapendo che prima o poi dovrà affrontare un ciclo di radioterapia. Ma senza il risultato dell’esame istologico in mano, Claudia (nome di fantasia per proteggere la privacy della nostra lettrice) non può iniziare nessun trattamento di cura del cancro alla mammella, quello che le hanno diagnosticato il 1° giugno scorso. A distanza di 42 giorni dall’asportazione del carcinoma, quel referto ancora non si vede. Stavolta il Covid non c’entra. «La risposta data alla mia richiesta di spiegazioni è che il personale è ridotto al minimo per via delle ferie», scrive la nostra lettrice che ha mandato anche una lettera all’ufficio relazioni con il pubblico dell’Asl Toscana Centro. Ma il cancro non va in ferie e, per un paziente oncologico, il fattore tempo è cruciale. L’odissea di Claudia, che ha 51 anni, è iniziata il primo giugno. È il giorno della mammografia, nell’ambito della campagna di screening di prevenzione del tumore alla mammella. Quindici giorni dopo, arriva la biopsia che le viene refertata il 28 giugno. Il 23 luglio Claudia va sotto i ferri, all’ospedale Santo Stefano: le asportano il carcinoma e il materiale viene inviato in laboratorio per l’esame istologico. È un tipo di esame che serve a fotografare l’identikit più preciso tumore, dalle dimensioni al grado di avanzamento. «Stando alla prassi, siamo in ritardo di venti giorni. Aggiungo anche un altro disguido riferito a un prelievo per la ricerca della mutazione genetica. Esame eseguito il 26 luglio, refertato il 10 agosto e consegnatomi il 23 del mese scorso. Vi sembrano etiche queste attese? Non è possibile fare qualcosa perché tutto ciò avvenga in tempi più brevi?». Interpellata telefonicamente dal Tirreno, Claudia puntualizza di non avercela con i medici che la stanno assistendo nel percorso terapeutico. «Anzi, li ringrazio tantissimo. Questi ritardi non sono certo imputabili ai professionisti che lavorano. In ospedale mi hanno detto che nei prossimi giorni entrerà in servizio un tecnico di anatomia patologica in più». Ma tanta attesa sta mettendo a dura prova Claudia. «Oltre al carcinoma, ho subito un disagio psicologico che ha compromesso i miei equilibri per i quali ho dovuto assumere ansiolitici e passare notti insonni. Gradirei delle spiegazioni per i ritardi, ma soprattutto gradirei vengano presi dei provvedimenti per me e per tutti coloro che hanno dovuto passare un’estate in attesa di una “sentenza”». Il Tirreno ha sollecitato più volte una risposta all’Asl, finora senza esito.



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