Attenzione
I lavoratori della Texprint restano davanti al Comune «Finora nessuna risposta»
Prosegue lo sciopero della fame promosso dal Si Cobas «La Prefettura è disposta ad aprire un tavolo se ce ne andiamo: proposta indecente»
prato. Sono decisi a restare in piazza il più a lungo possibile gli operai licenziati della Texprint e i sindacalisti Si Cobas che mercoledì hanno iniziato uno sciopero della fame davanti al Comune.
«Abbiamo chiesto alla Prefettura di convocare un tavolo con Comune, Regione e Ispettorato del lavoro – ha spiegato ieri Luca Toscano del Si Cobas – Ci hanno risposto il tavolo sarebbe stato convocato a patto che noi togliessimo il presidio. Ci è parsa una proposta indecente perché dimostra che il problema non è la situazione degli operai Texprint (che hanno denunciato condizioni di sfruttamento dentro l’azienda a conduzione cinese di via Sabadell, ndr). No, il problema è che qui si racconta una realtà di cui non si deve parlare».
«Noi chiediamo semplicemente risposte concrete – ha aggiunto Toscano, che è tra quelli che fanno lo sciopero della fame – Anche al Comune per quanto riguarda le residenze degli operai. Da tre mesi andiamo allo sportello Anti-sfruttamento del Comune e finora non abbiamo ottenuto niente. All’inizio dicevano che gli operai avevano i requisiti per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno, poi sono sorte delle difficoltà. Il sindaco si dovrebbe vergognare, si guardi intorno: quando è scoppiata la crisi della Gkn il primo atto del suo collega di Campi Bisenzio è stato quello di firmare un’ordinanza per impedire ai camion dell’azienda di portare via i macchinari dai capannoni. Ora ci dicono che con la nostra azione (del sindacato, ndr) rischiamo di pregiudicare il rilascio dei permessi agli operai, ma non c’è nessuna norma che nega il permesso a chi è stato denunciato dall’azienda ed è in attesa di giudizio». Il Si Cobas poi lancia un appello a Cgil, Arci e Anpi: «Questa non è una battaglia di bandiera, non è mai troppo tardi per sostenere la lotta dei lavoratori».
«Ogni minuto perso in piazza è un minuto perso dai lavoratori – replica l’assessore all’Immigrazione Simone Mangani – In questo caso l’interesse del sindacato non coincide con quello dei lavoratori. Hanno perso tre mesi da quando abbiamo chiesto loro di venire allo sportello Anti-sfruttamento e mi risulta che lunedì sia fissato un appuntamento. Stiamo lavorando per risolvere la situazione».
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