Sicurezza
Alla scoperta dei tanti tesori della Vallata, anche a tavola
vaiano. Diciannove giorni di eventi alla scoperta di frutta e ortaggi antichi, sapori di un tempo che fu e agricoltura sostenibile. È “Il gusto ritrovato”, la manifestazione promossa dall’Associazione per lo sviluppo turistico della Val Bisenzio in programma dall’8 al 26 settembre a Vernio, Vaiano e Cantagallo. Mercati di prodotti a chilometro zero, la fiera delle piante antiche, laboratori, escursioni, iniziative per i più piccoli e non, un concorso d’arte con mostra e un convegno animeranno la fine dell’estate in vallata, per far vivere a pieno il polmone verde della provincia e raccontarne la biodiversità. Oltre che assaporarla, dato che i ristoranti locali proporranno piatti speciali a tema e le aziende agricole saranno aperte per chi vorrà acquistarne i prodotti. «Chi verrà in Val Bisenzio in quei giorni troverà cose da vedere, da fare e da assaggiare – afferma Claudia Iozzelli, vicepresidente di Ast Val Bisenzio –. Quello della vallata è un territorio tutto da scoprire, non ancora intaccato dal turismo di massa e per questo genuino. L’obiettivo della manifestazione è farne conoscere lo splendore e dare l’occasione a chi viene da fuori, che spesso di ferma solo per dormire, di restare». L’idea è fare de “Il gusto ritrovato” un appuntamento fisso ogni anno. «Lo scopo, dell’iniziativa e dell’associazione, è favorire il turismo e recuperare il ritardo che abbiamo rispetto a zone anche a noi vicine, come il Mugello ad esempio – spiega Massimo Innocenti, presidente di Ast Val Bisenzio – facendo rete con tutti i soggetti interessati: associazioni, operatori e cittadini». Re della manifestazione sarà il pomodoro borsa di montone, varietà antica tipica della Val Bisenzio che rischiava l’estinzione, candidata ora a presidio Slow food. A recuperarla ha contribuito in modo importante Simone Rossini, trentatreenne titolare dell’agriturismo Selvapiana a Cantagallo, che si è appassionato al particolare frutto grazie all’incontro con due anziani coltivatori della zona, Amerigo Brandolin e Ademaro Bartolini, recentemente scomparsi (Brandolin solo tre mesi fa). «Con la loro incredibile passione, che mi hanno trasmesso, mi hanno fatto conoscere questo pomodoro e la sua storia mi ha subito affascinato» racconta Rossini. Oggi la sua coltivazione di borsa di montone conta 1.200 piantine.
Fabrizia Prota
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