La manifestazione
I licenziati della Texprint restano in piazza: "Aspettiamo risposte"
Prosegue lo sciopero della fame promosso dal Si Cobas. "La prefettura è disposta ad aprire un tavolo se ce ne andiamo: proposta indecente". Il sindaco auspica l'intervento delle forze dell'ordine. La Vita (M5S): "Solidarietà ai lavoratori"
PRATO. Sono decisi a restare in piazza il più a lungo possibile gli operai licenziati della Texprint e i sindacalisti Si Cobas che mercoledì primo settembre hanno iniziato uno sciopero della fame davanti al Comune. «Abbiamo chiesto alla prefettura di convocare un tavolo con Comune, Regione e Ispettorato del lavoro – ha spiegato Luca Toscano del Si Cobas – Ci hanno risposto che il tavolo sarebbe stato convocato a patto che noi togliessimo il presidio. Ci è parsa una proposta indecente perché dimostra che il problema non è la situazione degli operai Texprint (che hanno denunciato condizioni di sfruttamento dentro l’azienda a conduzione cinese di via Sabadell, ndr). No, il problema è che qui si racconta una realtà di cui non si deve parlare».
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«Noi chiediamo semplicemente risposte concrete – ha aggiunto Toscano, che è tra quelli che fanno lo sciopero della fame – Anche al Comune per quanto riguarda le residenze degli operai. Da tre mesi andiamo allo sportello anti-sfruttamento del Comune e finora non abbiamo ottenuto niente. All’inizio dicevano che gli operai avevano i requisiti per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno, poi sono sorte delle difficoltà. Il sindaco si dovrebbe vergognare, si guardi intorno: quando è scoppiata la crisi della Gkn il primo atto del suo collega di Campi Bisenzio è stato quello di firmare un’ordinanza per impedire ai camion dell’azienda di portare via i macchinari dai capannoni. Ora ci dicono che con la nostra azione (del sindacato, ndr) rischiamo di pregiudicare il rilascio dei permessi agli operai, ma non c’è nessuna norma che nega il permesso a chi è stato denunciato dall’azienda ed è in attesa di giudizio». Il Si Cobas poi lancia un appello a Cgil, Arci e Anpi: «Questa non è una battaglia di bandiera, non è mai troppo tardi per sostenere la lotta dei lavoratori».
«Ogni minuto perso in piazza è un minuto perso dai lavoratori – replica l’assessore all’immigrazione Simone Mangani – In questo caso l’interesse del sindacato non coincide con quello dei lavoratori. Hanno perso tre mesi da quando abbiamo chiesto loro di venire allo sportello Anti-sfruttamento e mi risulta che lunedì sia fissato un appuntamento. Stiamo lavorando per risolvere la situazione».
Il sindaco Matteo Biffoni, parlando coi giornalisti a margine della presentazione del documentario sull'attività della polizia municipale contro la violenza di genere, ha sostenuto che il presidio in piazza del Comune rappresenta un problema di ordine pubblico e ha auspicato un rapido intervento delle forze dell'ordine.
Su questo non è d'accordo la consigliera comunale Silvia La Vita del Movimento 5 Stelle. "Un sindaco rappresenta tutti i suoi concittadini, a prescindere dalle competenze che ha - ha scritto - Ma invece che essere al fianco di operai sfruttati e abbandonati dalle istituzioni, che da mesi e mesi stanno solo cercando, in maniera pacifica, di vedere rispettati i loro diritti, il sindaco di "sinistra" sostiene che gli operai in sciopero devono essere sgomberati da piazza del Comune perché rappresentano un pericolo per l'ordine pubblico. Eppure la gestione dell'ordine pubblico in centro storico non è mai stato un suo problema, tra risse, aggressioni, spaccio, abuso di sostenze, assembramenti. Perchè adesso tanta preoccupazione? Noi abbiamo depositato un'interpellanza lo scorso aprile, per coinvolgere tutto il consiglio comunale nella problematica dello sfruttamente del lavoro, che riguarda purtroppo tantissime imprese del nostro territorio. Da 5 mesi stiamo aspettando che qualcuno ci risponda. Risulta grave anche il silenzio dei consiglieri del Pd, evidentemente sulla stessa linea del sindaco. Come M5S esprimiamo piena solidarietà e massimo sostegno agli operai Texprint e a tutti i lavoratori sfruttati nella nostra città".
In serata il sindaco Biffoni è stato intercettato dagli operati Texprint mentre era impegnato nella presentazione di un libro nella piazzetta delle Bigonge, a due passi da piazza del Comune. Gli hanno urlato contro "Vergogna!" ed è toccato ai carabinieri scortarlo verso il Comune.
"Un sindaco che decide di mangiare stuzzichini e bersi un bicchiere a meno di cinquanta metri da uno sciopero della fame che si è rifiutato di incontrare e ha chiesto di sgomberare con la forza, si commenta da solo" hanno scritto i Si Cobas sulla loro pagina Facebook.
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E in serata è arrivata ai lavoratori della Texprint anche la solidarietà di Willie Peyote. Sul palco del Settembre Pratese, davanti a un migliaio di persone in piazza Duomo, il rapper torinese si è schierato al fianco degli operai, ha indossato il gilet giallo con la scritta "8x5" (otto ore di lavoro per cinque giorni la settimana) e ha citato Gino Strada: "Quando i diritti non sono di tutti non si chiamano più diritti, si chiamano privilegi".
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