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Prato

il caso 

Ennesima aggressione a un controllore della Cap

Paolo Nencioni
Ennesima aggressione a un controllore della Cap

Un passeggero senza biglietto colpisce un verificatore e si dà alla fuga Un testimone: «Lo ha preso alle spalle». Dall’inizio dell’anno già molti episodi

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prato. Il fenomeno delle aggressioni ai controllori della Cap sta diventando un’emergenza, aggravata dall’ultimo episodio accaduto nel primo pomeriggio di ieri su un bus partito dalla stazione centrale e diretto in Valbisenzio.

«Siamo partiti dalla stazione intorno alle 14 ed era tutto tranquillo – racconta un passeggero che chiede di rimanere anonimo – Quando siamo arrivati all’altezza della Passerella sono saliti due verificatori e lì sono nati i problemi perché c’era un giovane nordafricano, dell’apparente età di 25 anni, che non aveva il biglietto e ha chiesto di poterlo fare sul bus. Questo naturalmente non era possibile ed è iniziata una discussione». Che però presto si è trasformata in un’aggressione.

«Questo giovane era molto nervoso e a un certo punto, di sorpresa, ha raggiunto uno dei due controllori da dietro e gli ha dato un forte pugno in testa, poi è riuscito a scendere ed è scappato».

In quel momento i due controllori erano al telefono coi carabinieri, stavano richiedendo un intervento, come è prassi in questi casi. Il passeggero senza biglietto se n’è accorto e ha giocato d’anticipo, riuscendo per ora a dileguarsi.

«È stata veramente una brutta scena – racconta ancora il passeggero. C’erano dei bambini che si sono messi a piangere. Il bus si è fermato in piazza del Mercato Nuovo e non è potuto ripartire fino a quando non è terminato l’intervento dei carabinieri. Tutti noi che eravamo a bordo ci siamo rimasti molto male. Nessuno però è intervenuto, perché quel giovane era particolarmente violento e non sai mai che cosa può avere in tasca. In un paese civile cose del genere non dovrebbero accadere, non solo per i controllori, ma anche perché se uno sale su un bus dovrebbe poter arrivare in orario nel posto dove sta andando. Mi chiedo: ma perché non mettono una sorveglianza oppure obbligano a pagare il biglietto all’autista come accade in altri paesi o in altre regioni italiane?».

Una proposta che trova il consenso della Lega. Patrizia Ovattoni, capogruppo in consiglio comunale, ha segnalato ieri l’episodio e ha rilanciato quanto aveva già sostenuto in passato, cioè l’introduzione della vigilanza privata sui bus.

A luglio la Cap, che presto sarà costretta a cedere il servizio ai francesi di Autolinee Toscane, aveva reso noto che dall’inizio dell’anno c’erano state ben 13 aggressioni fisiche o verbali nei confronti dei controlli, soprattutto da parte di gruppi di giovanissimi.

Nel 2017 l’allora questore Paolo Rossi, di fronte a una situazione simile, istituì un servizio di pattuglia della polizia su alcune tratte, che poi non ha avuto seguito. Tenuto conto del numero di bus in circolazione, le forze dell’ordine difficilmente possono sobbarcarsi una vigilanza continua, e il gestore del servizio dal canto suo sarebbe costretto a sopportare un costo forse eccessivo. L’obbligo di far pagare il biglietto o di mostrare l’abbonamento all’autista, invece, potrebbe da una parte assicurare maggiori incassi e dall’altra tenere fuori i “portoghesi” che non di rado diventano violenti.

Paolo Nencioni

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